A R T E – M O S T R E


Articolo di Daniela Pontello

C’è un momento, entrando a SLAP, in cui la luce cambia. È una sensazione sottile, quasi impercettibile, ma sufficiente a far capire che si sta varcando un confine: quello tra la città reale e uno spazio che si prepara a trasformarsi. È con questa impressione addosso che ci si avvicina a ROOMS – il posto migliore per sparire, la nuova mostra immersiva che ha aperto mercoledì 14 gennaio nelle sale di SLAP – Spazio Lambrate per le Arti Performative.
Dal 14 al 18 gennaio 2026, il centro culturale di Viale delle Rimembranze di Lambrate 16 accoglierà le opere di Angelo & Eva Luna Thomann e di Laura Maddalena Gerosa, in un percorso che unisce luce, suono e arti visive.

SLAP inaugura il nuovo anno con un progetto che non si limita a esporre opere: le attiva. ROOMS è un itinerario immersivo in quattro installazioni che occupano ogni sala, trasformando gli ambienti da semplici contenitori a organismi vivi, capaci di reagire, accogliere e persino guidare il visitatore.
Camminando tra le stanze, si ha la sensazione di entrare in un racconto che non si ascolta, ma si attraversa. Le luci modellano l’aria, i suoni costruiscono architetture invisibili, e lo spazio diventa un invito a sospendere per un attimo la realtà esterna per ritrovarsi in una dimensione più intima, quasi poetica. Non sorprende che l’iniziativa sia patrocinata dal Comune di Milano.

Ho avuto il privilegio di entrare da sola nell’esposizione, e quel primo attraversamento è stato un piccolo viaggio nel disorientamento. Ogni stanza sembrava aprire un varco diverso, e in ognuno di quei varchi ho percepito una forma di smarrimento, come se lo spazio stesso mi chiedesse di lasciarmi andare. A un certo punto mi è stato suggerito di osservare le opere sdraiata, cambiando prospettiva. L’ho fatto, e la visione si è trasformata: le luci si sono mosse in modo diverso, i suoni hanno preso un’altra direzione, e io mi sono sentita sospesa in un luogo che non avevo ancora esplorato davvero.

Poi sono arrivate altre persone. La loro presenza, l’energia che portavano con sé, mi ha inaspettatamente confortata. Così ho deciso di ripercorrere la mostra da capo, questa volta non più sola ma accompagnata da quella vibrazione collettiva. È diventata un’altra esperienza, quasi una seconda narrazione dentro la stessa esposizione. Per questo credo che ROOMS abbia una forza rara: permette a ciascuno di perdersi e ritrovarsi a modo proprio, seguendo il ritmo del proprio sguardo, del proprio corpo e persino delle persone che si incontrano lungo il percorso.

Una delle cose che più colpiscono, parlando con gli artisti, è la cura con cui ogni elemento è stato realizzato. Le opere sono costruite a mano, pezzo dopo pezzo, come se l’artigianalità fosse parte integrante del messaggio. Una scelta estetica, certo, ma anche etica: riportare al centro il gesto umano, il tempo del fare, la materia che prende forma. Le tre installazioni dei fratelli Thomann nascono da una ricerca sulla luce come materia viva, capace di scavare e ricostruire lo spazio. L’opera di Laura Maddalena Gerosa, invece, introduce un livello simbolico più profondo: linee, cerchi, forme archetipiche che sembrano parlare direttamente all’inconscio, e costruiscono spazi che trascendono la percezione ordinaria.

SLAP non si limita a ospitare progetti: li accompagna, li nutre, li lascia crescere. Nato in una casa del 1918 costruita da Giuseppe Gerosa, ha trovato nuova vita nel 2013 grazie alla visione di Laura Maddalena Gerosa, oggi presidente, e dal 2023 si è consolidato sotto la direzione artistica di Massimiliano Balduzzi. Per chi desidera perdersi – e magari ritrovarsi – in un luogo dove luce, suono e corpo diventano materia narrativa, ROOMS è un’occasione da non lasciarsi sfuggire. Tutti gli aggiornamenti sono disponibili sui canali Instagram ufficiali di SLAP.

I biglietti sono disponibili su liveticket.it.

Photo © Michele Milani

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