L I V E – R E P O R T – D A N Z A
Articolo di Annalisa Fortin
Una serata di grande danza si è svolta recentemente al Teatro Comunale di Vicenza. Il pubblico ha potuto apprezzare il talento e la preparazione dei giovanissimi allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, prestigiosa istituzione diretta da Frédéric Olivieri. L’appuntamento, inserito nel programma di Danza in Rete Festival, ha portato sul palcoscenico una nuova generazione di interpreti che, pur non superando i diciannove anni, ha dimostrato una sorprendente solidità tecnica e una notevole consapevolezza artistica.
Fin dalle prime battute dello spettacolo è apparso evidente il livello della formazione ricevuta: precisione nei movimenti, controllo del corpo, musicalità e attenzione ai dettagli hanno caratterizzato le esecuzioni dei giovani danzatori. Ma oltre alla padronanza tecnica, ciò che ha colpito maggiormente è stata la capacità interpretativa, in grado di restituire con naturalezza le diverse atmosfere dei brani in programma.

La serata si è aperta con una Suite dal Divertissement di Paquita, caposaldo del repertorio classico ottocentesco coreografato da Marius Petipa. In questa pagina coreografica, costruita su eleganza, virtuosismo e rigore accademico, gli allievi della scuola scaligera hanno dato prova di una notevole pulizia stilistica. Il corpo di ballo femminile ha mostrato compattezza e armonia nelle figure d’insieme, mentre i solisti hanno affrontato variazioni e passi a due con sicurezza, evidenziando precisione tecnica e un convincente senso musicale.
Il passaggio al linguaggio contemporaneo è arrivato con Rossini Cards di Mauro Bigonzetti, coreografia che gioca con il ritmo brillante e incalzante delle musiche di Gioachino Rossini. In questo contesto i giovani interpreti hanno potuto mostrare una diversa qualità di movimento, più dinamica e teatrale. Tra sequenze ironiche, intrecci di prese e cambi di ritmo, la compagnia ha affrontato la coreografia con energia e naturalezza, mettendo in luce una versatilità che testimonia la completezza del percorso formativo intrapreso.

A chiudere il programma è stato Bolero X, per la coreografia di Shahar Binyamini, creazione intensa e suggestiva costruita sulla celebre partitura di Maurice Ravel caratterizzata da un progressivo crescendo ritmico. La creazione di Binyamini parte da una dimensione di assoli e passi a due per poi progredire in una forte dimensione corale, coinvolgendo numerosi danzatori in scena e creando immagini di grande impatto visivo. Qui la forza del gruppo e la precisione dei movimenti collettivi hanno dato vita a una performance capace di trasmettere energia e concentrazione, sottolineando ancora una volta il buon livello tecnico raggiunto da questi giovani artisti.
Lo spettacolo ha offerto dunque molto più di un semplice saggio di scuola. I giovani talenti della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala hanno dimostrato come disciplina, studio e passione possano tradursi in una presenza scenica già convincente e matura. Un risultato che testimonia l’eccellenza di una delle istituzioni formative più prestigiose nel panorama internazionale e che lascia intravedere, in questi interpreti ancora giovanissimi, alcune delle future promesse della danza italiana.







Photo Credit: 1,3,5,7,8 © Roberto De Biasio, 2,4,6,9,10 © Dennis Cursio




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