D A N Z A – N E W S
Articolo di Annalisa Fortin
Ci sono festival che si limitano a programmare spettacoli. E poi ce ne sono altri che costruiscono visioni, intrecciano relazioni, immaginano il futuro. Danza in Rete Festival appartiene decisamente alla seconda categoria. La nona edizione, presentata al Teatro Comunale di Vicenza, porta un titolo che è già una dichiarazione d’intenti: Architetture del presente. Un’espressione che evoca solidità e movimento insieme, strutture che non imprigionano ma sostengono, corpi che abitano lo spazio e lo trasformano. Dal 13 febbraio al 24 maggio 2026 Vicenza e il suo territorio diventeranno un grande palcoscenico diffuso. Teatri – dal Comunale all’Olimpico, dall’Astra al Civico di Schio – ma anche luoghi monumentali come Palazzo Chiericati e la Chiesa di Santa Maria Nova, fino agli spazi urbani di Piazza dei Signori, accoglieranno spettacoli, performance, incontri, masterclass. Non solo danza, ma una vera e propria esperienza culturale che dialoga con la città.

La direzione artistica di Pier Giacomo Cirella, affiancato da Loredana Bernardi e Alessandro Bevilacqua per la sezione Off, conferma che si tratta di un progetto importante e in espansione. Il festival si muove su un doppio binario: da un lato grandi nomi della scena internazionale e nazionale – dalla Compagnie Marie Chouinard alla Hofesh Shechter Company, dalla Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala ai Momix – dall’altro uno sguardo attento ai linguaggi emergenti, allo scouting, alle nuove generazioni di coreografi italiani e stranieri.
Architetture del presente non è solo un cartellone di qualità: è un ecosistema. Accanto ai 31 spettacoli e alle numerose prime nazionali e regionali, trovano spazio 19 incontri di approfondimento, 7 masterclass, progetti di audience development rivolti a diverse fasce d’età e percorsi di welfare culturale come Dance Well, dedicato alle persone con Parkinson, e “I dance the way I feel”, che coinvolge pazienti oncologici. La danza diventa così pratica condivisa, strumento di inclusione, occasione di crescita collettiva.

I numeri parlano chiaro: oltre 10.000 spettatori nell’edizione 2025, 150 artisti coinvolti, una rete di partner che attraversa il territorio e si apre all’internazionalizzazione. Ma ciò che colpisce di più è l’energia progettuale: la capacità di mettere in dialogo tradizione e contemporaneità, grandi maestri e nuove voci, palcoscenico e spazio urbano.
In fondo, costruire “architetture del presente” significa proprio questo: dare forma al tempo che viviamo, con corpi che raccontano, interrogano, emozionano. E invitano ciascuno di noi a far parte di quella costruzione.

Il programma completo su www.festivaldanzainrete.it


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