L I V E – R E P O R T – D A N Z A


Articolo di Annalisa Fortin

All’interno della rassegna Danza in Rete, lo spettacolo Sonate Bach ideato e diretto da Virgilio Sieni si impone come un’esperienza scenica intensa e profondamente evocativa. Non si tratta semplicemente di una coreografia costruita sulla musica di Johann Sebastian Bach, ma di una vera e propria meditazione sul corpo, sulla memoria e sulla capacità dell’arte di confrontarsi con le ferite della storia contemporanea.
La struttura dello spettacolo è composta da undici quadri coreografici, ciascuno legato simbolicamente a eventi tragici che hanno segnato la storia recente: luoghi come Sarajevo, Kigali, Srebrenica, Gaza o Kabul diventano punti di riferimento emotivi che attraversano la scena. In questo contesto la danza non si limita a illustrare o raccontare, ma si fa linguaggio capace di evocare la fragilità dell’esistenza e la dimensione universale del dolore umano.

Sul palco i danzatori costruiscono una partitura fisica intensa e rigorosa. I movimenti, a volte frammentati e quasi scultorei, a volte fluidi e carichi di tensione emotiva, trasformano il corpo in uno strumento di riflessione. Il gesto diventa un mezzo per interrogare ciò che resta dopo la tragedia: la memoria, la compassione, la possibilità di una comunità di sguardi e di sentimenti. Tra gli interpreti spicca l’energia e la presenza scenica di Jari Boldrini, capace di unire precisione tecnica e forte espressività. Accanto a lui Maurizio Giunti e Andrea Palumbo contribuiscono a creare un equilibrio coreografico solido e dinamico, in cui ogni movimento appare parte di un
disegno più ampio. Fondamentale è però anche il contributo delle interpreti femminili. Giulia Mureddu e Valentina
Squarzoni
arricchiscono la scena con una presenza intensa e sensibile, capace di restituire con grande finezza le sfumature emotive della coreografia. I loro corpi si muovono tra tensione e
delicatezza, costruendo immagini che alternano fragilità e forza, e contribuendo a rendere ancora più potente la dimensione poetica dello spettacolo. L’ensemble dei danzatori lavora con grande sintonia, dando vita a un tessuto coreografico compatto e coinvolgente.

Protagonista è anche la componente musicale: le sonate di Bach, eseguite dal vivo, accompagnano e amplificano l’azione scenica, creando un dialogo continuo tra suono e movimento. Naomi Berrill al violoncello e Vittoria Quartararo al pianoforte, creano con la loro musica, magistralmente eseguita, un filo invisibile che guida lo spettatore attraverso le diverse atmosfere della coreografia, sostenendo la tensione poetica dell’intero lavoro. Sonate Bach colpisce soprattutto per la sua capacità di trasformare immagini di distruzione e sofferenza in un gesto artistico di grande delicatezza. La scena diventa un luogo in cui l’orrore della storia non viene spettacolarizzato, ma attraversato con rispetto e consapevolezza, lasciando emergere una dimensione di profonda umanità. Il risultato è uno spettacolo intenso e coinvolgente, capace di parlare allo spettatore con un
linguaggio essenziale ma potente. Virgilio Sieni costruisce così una coreografia che non offre risposte semplici, ma invita a guardare, ricordare e sentire. Un lavoro di grande valore artistico che conferma la danza come uno dei linguaggi più efficaci per interrogare il presente e trasformare la memoria in esperienza condivisa, proposto recentemente in molti teatri d’Italia e nella trasmissione “splendida cornice” di Rai3.

Photo Credit: 1 © Virgilio Sieni, 2 © Orlando Caponnetto, 3 e 4 © Stefano Casati

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