C H I E D O _ A L L A _ P O L V E R E
L’ossessione per le misteriose coincidenze che dovrebbero svelare un qualche oscuro disegno è la cugina di secondo grado del turbocomplottismo da social. Per quanto mi riguarda, ne sono immune.
Fatta questa prudente premessa, veniamo al «però…».
Nel novembre del 2014 il batterista degli AC/DC, Phil Rudd, venne arrestato in Nuova Zelanda con l’accusa di aver cercato di assoldare un sicario per uccidere due persone.
L’accusa di aver tentato di commissionare due omicidi cadde poi per insufficienza di prove. È bene dirlo. Rimasero invece in piedi le contestazioni di minacce di morte e possesso di sostanze stupefacenti, per le quali fu successivamente condannato.
Fin qui, una vicenda giudiziaria come tante. Se non fosse che Rudd era il batterista degli AC/DC, la band che nel 1976 aveva inciso l’album Dirty Deeds Done Dirt Cheap, che grosso modo significa «lavori sporchi a prezzi stracciati». La title track del disco racconta di uno che, dietro un modesto compenso, si offre di risolvere i problemi altrui con metodi decisamente poco ortodossi: «Se hai una moglie, te ne vuoi liberare ma non hai le palle per farlo, pagami e sarò ben felice di fare il lavoro sporco per te».
Phil Rudd non contribuì al testo — firmato da Bon Scott e dai fratelli Young — ma la coincidenza tra quella canzone e ciò che gli sarebbe accaduto anni dopo è di quelle che fanno vacillare perfino chi, per istinto, diffida dall’attribuire alle coincidenze una valenza indiziaria.

Ora concediamoci un piccolo esperimento mentale.
Immaginiamo un multiverso in cui un batterista dal carattere piuttosto difficile e con una certa tendenza alla paranoia, sera dopo sera, pesta sui tamburi accompagnando un brano che parla di un ceffo disposto ad accoppare qualcuno a pagamento.
Immaginiamo che il testo di quella canzone, col suo ritornello martellante come un claim pubblicitario, gli si sia ficcato in testa.
Immaginiamo anche che ci sia qualcuno che gli stia terribilmente sulle palle.
Immaginiamo infine che, per lui, togliergli il saluto o smettere di frequentarlo non siano soluzioni soddisfacenti….
Bene. Fine dell’esperimento.
Nonostante Phil Rudd, resto moderatamente convinto che le scie chimiche non esistano.
Silverio Natali ha pubblicato bestseller sotto lo pseudonimo di Elena Ferrante, inciso le parti vocali di Innuendo al posto di Freddie Mercury e abrogato quarantamila regi decreti. Di queste tre cose, una sola è documentabile.






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