L I V E – R E P O R T


Articolo di Nicola Barin, immagini sonore di Paolo Giorgio

Un sold out annunciato a Villafranca, in provincia di Verona, e in effetti il colpo d’occhio è ragguardevole per il terzo dei concerti del tour denominato “in viaggio”, partito il 28 agosto a Marzabotto che si concluderà ad Alba in provincia di Cuneo.
Fa un certo effetto rivedere la band insieme dopo molti anni ma eccoli ancora sul palco Giovanni Lindo Ferretti (voce), Ginevra Di Marco (voce e cori), Massimo Zamboni (chitarra), Giorgio Canali (chitarra), Francesco Magnelli (tastiere), Gianni Maroccolo (basso) e Simone Filippi alla batteria.
Ferretti e Zamboni si incontrano nel 1982 a Berlino e pian piano formano i CCCP, band che si nutre del punk inglese e americano, a cui mescola con intelligenza diversi influssi musicali (dalla musica dark alla new wave, mentre in Italia le suggestioni giungono da Franco Battiato).

Dalle ceneri dei CCCP nascono i C.S.I con un sound più composto, una ricerca della melodia maggiore che evita gli estremismi e i suoni aspri e aggressivi degli inizi. Nel 1993 esce Ko de Mondo e l’album di esordio della nuova compagine.

La scaletta segue cronologicamente l’uscita degli album, niente magaschermi, scenografia minimale, tutto è concentrato sulla performance musicale e la band tira fuori il meglio sul palco. Si sente l’afflato e la gioia nel ritrovarsi ancora insieme, ogni componente ha percorso strade differenti ma la commozione e l’energia di un nuovo incontro è palpabile.

I brani scorrono via veloci da Brace a Ongii e Inquieto in cui la voce di Ginevra di Marco si offre al suo meglio, si continua con Unità di Produzione e Forma e sostanza. L’ossessione della formula di “Chi c’è c’è, e chi non c’è, non c’è” di A Tratti risuona nel castello, potente e forsennata e ci riporta alla mente la pellicola cinematografica Tutti giù per terra di Davide Ferrario in cui una serie di brani della band ne costituivano la colonna sonora. L’omaggio a Battiato con il brano E ti vengo a cercare non si fa attendere. Il concerto si chiude con Montesole riproposizione di un brano dei PGR, Matrilineare e M’importa ’nasega.

Il timbro e le sonorità dal palco sono potenti e compatte, il pubblico partecipa a un incontro che non ha il tentativo di riprodurre i vecchi fasti della band ma ripropone un nuovo evento collettivo, qui e ora, che ripercorre la storia e l’influenza notevole sulla musica italiana degli ultimi trent’anni. Non c’è nessuna volontà di creare un’operazione nostalgia ma di ritrovarsi di condividere sensazioni, immagini, stupori che vivono ancora e che non ci hanno mai abbandonato.

Photo © Paolo Giorgio

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