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James Maddock – The Green (2014 – Appaloosa / IRD)

james maddock the green

Articolo di Fabio Baietti

Per James Maddock è arrivato il momento di “riportare tutto a casa”. Camminando all’alba nella Lower East Side di una Manhattan che si sta risvegliando stropicciandosi gli occhi. Ammirando l’ennesimo alzarsi del Sole, in una Avenue divenuta nel tempo familiare come i campetti dietro casa, in quel di Leicester, UK. Ricordi di gioventù che riaffiorano nell’anima. Nostalgia venata di sottile ironia, sguardo benevolo sull’età dell’innocenza. Fissata in foto non troppo ingiallite che ancora provocano sussulti nel cuore.

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Lowlands – Love etc… (2014 – Harbour Song Records / IRD)

lowlands love etc

Articolo di Fabio Baietti

Solo pioggia oltre la finestra della mia stanza. E’ un venerdì notte solitario ed insonne. Mi piacerebbe ubriacarmi, parlare di musica e delle cose della vita con qualche buon amico. Nella mia mente transitano i troppi fantasmi che popolano questa città, rimango sospeso tra ombra e luce. Decido di uscire, nonostante l’ora ed il vento gelido che soffia là fuori. Felpa pesante e niente ombrello. Le scarpe comode che scansano le pozzanghere, zizzagando tra rimorsi e i rimpianti. Rispolvero il vecchio lettore cd portatile. Con quelle obsolete, buffe cuffie sottili. Fuori moda, come le mie adorate camicie di flanella a scacchi. Ho il nuovo cd dei Lowlands da ascoltare.

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La Rosa Tatuata – Scarpe (2014 – Club De Musique / IRD)

la rosa tatuata scarpe

Articolo di Andrea Furlan

Come la madeleine inzuppata nel tè fece riaffiorare in Proust i ricordi dell’infanzia, così l’audiocassetta raffigurata in copertina ha risvegliato in me i bei tempi andati (ogni riferimento ad un brano del disco non è assolutamente casuale) quando, con fare carbonaro, facevamo girare tra amici le registrazioni fruscianti degli LP che non riuscivamo ad acquistare. L’era digitale ha spazzato via questo modo di fruire la musica ed al posto delle mitiche C60 ci dobbiamo ora accontentare di playlist immateriali e della musica liquida che toglie gran parte del piacere al rituale dell’ascolto. Un fascino perduto che la praticità delle moderne tecnologie non è più in grado di riprodurre. Anche la concisa precisione del titolo rimanda alla fisicità di un modo particolarmente intenso di intendere il rock, materia viva e pulsante, e anticipa lo spirito dei testi che si sporcano di vita e si calano nella realtà per gustarne il sapore, come chi calpesta l’asfalto profumato di pioggia dopo un temporale e percorre sentieri al confine di terre segnate da carcasse arruginite, lambite da un vento tiepido, impregnato di sale, che corre veloce. Titolo e copertina dicono quindi già molto del contenuto e fanno intuire che il cammino del gruppo inizi da lontano e i suoi membri abbiano molto da raccontare.

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Cheap Wine @ Spazio Teatro 89 – Milano 4 Ottobre 2014

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Testo e immagini sonore di Andrea Furlan

Una città di straccioni, scura come la notte, popolata da anime randagie in cerca di ristoro. La fuga non è possibile, non è prevista. La realtà è spietata, vivere un atto di eroismo quotidiano. Rabbia e disillusione sono l’unico cibo disponibile, ma, anche quando sembrano avere il sopravvento, rimane comunque un filo di speranza cui aggrapparsi. Se non fosse così, resterebbe solo la follia.

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Cheap Wine – Beggar Town (2014 – Cheap Wine Records / IRD)

Cheap Wine - Beggar Town

(Welcome to) BEGGAR TOWN

Di fango, di rabbia, di sole, di speranza.

In viaggio con i Cheap Wine.

Articolo di Fabio Baietti

Ho visto scomparire la tua immagine sbiadita mentre riprendevi la via del ritorno a casa. Dopo aver incrociato vampiri in libera uscita e troppe anime disilluse dalle bugie. Con una pietra al posto del cuore, perdute dentro al loro dolore. Ti ritrovo dopo due anni. La tua auto è la tua casa. I sedili posteriori una camera dove non riesci a sognare. Riprendi la strada principale, tra banchi di nebbia e un grigio denso ed opprimente. Non ci sono illusioni quando il volante ti dirige verso la tempesta imminente. Nessuna deviazione, nessuna uscita. Non hai scampo.

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Phil Cody – Cody sings Zevon (2014 – Appaloosa Records/IRD)

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Articolo di Andrea Furlan

Quando l’ombra stava scendendo inesorabile sulla sua vita, Warren Zevon trovò la forza di comporre un ultimo, struggente album. The Wind è stato una sorta di testamento, un’ultima rimpatriata con gli amici per prepararsi al viaggio finale. Si accomiatò con compostezza e dignità come solo i grandi sanno fare. Tienimi nel cuore ancora un po’ sono le sue ultime parole, cantate in forma di preghiera, quasi avesse paura di essere dimenticato. Naturalmente ciò è impossibile, tanto l’uomo e l’artista hanno significato per la musica. Le sue canzoni sono un patrimonio da tutelare, un’eredità da custodire gelosamente e conservare con amore.

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Looking Into You: A Tribute To Jackson Browne (2014 – Music Road Records / IRD)

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Articolo di Fabio Baietti

Di solito mi avvicino ai dischi tributo con circospezione, per non dire sospetto. A maggior ragione se la musica è quella di artisti ancora “alive and kicking”. A smentire i miei dubbi arriva Looking into you, doppio cd dedicato a Jackson Browne. Uno dei grandi, indiscutibilmente. La prima caratteristica che mi ha colpito è la compattezza, l’omogeneità della qualità artistica del disco. Nessuna fuga in avanti, nessun stravolgimento dissennato (se non completi ribaltoni) delle versioni dei brani scelti. Merito di Jimmy LaFave che, oltre ad eseguire una For Everyman dilatata ed entusiasmante, è il regista nemmeno troppo occulto del progetto concretizzato dalla Music Road Records, e di una pletora di cantanti “made in Austin” che vanno a braccetto con alcuni mostri sacri che, quasi sempre, fanno centro con i brani a loro affidati.

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