Mary Cutrufello – Faithless world (Appaloosa/IRD, 2014)

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album cover

Articolo di Antonio Spanò Greco

Scordatevi amori sdolcinati, languidi sguardi e tenere carezze: qua si consuma l’amore in una notte tra le mura scalcinate di motel maleodoranti, la carne chiama carne e il mattino dopo è già tanto se si ricorda il nome; la vita non è decisioni ponderate, riflessioni oculate e condivise con chi si ama, ma tutto è basato sull’istinto, sulla forza primordiale delle necessità basilari di una persona.

La nostra “no worthy girl” Mary ha dato sfogo alle sue paure e ai suoi sogni con una chitarra in mano.
Dopo quasi 16 anni, 8 album e un periodo buio che l’ha vista combattere con il proprio fisico, ha trovato con questo nuovo lavoro la forza, la voglia di urlare al mondo senza fede, che a qualcosa dobbiamo pur credere, a incominciare da noi stessi.
Lavoro inciso accuratamente e prodotto da Greg Schutte; intenso, sudato e bello, voce straordinaria, roca e inconfondibile, canzoni da sentire tutte d’un fiato, che arrivano diritte allo stomaco e ci raccontano storie che non finiscono per niente bene. Lasciano letti disfatti e intrisi di sesso, bottiglie di vino vuote e pacchetti di sigarette mezzi pieni, tra i sobborghi delle bigtown americane.
Titolo emblematico per 9 songs che rinverdiscono quel filone del rock “blue collar” che tanto deve al Bruce di darkness e the river e che annovera tra le sue file anche gente meno famosa, ma non per questo non meritevole di ascolto e attenzione, vedesi Joe D’urso solo per citarne uno.
Faithless world comincia con Cool river e Promise into darkness, brani che non possono non ricordarci il boss, canzoni trascinanti tese e tirate fino allo spasimo; chitarre in primo piano che si rincorrono nel primo e tastiera che amalgama la trama nel secondo. Con Lonesome and the wine i toni rallentano: una tipica ballad americana che parla di solitudine e incontri fuggevoli; segue Worthy girl, canzone rock che racconta l’addio di un amore, giocato su strofe con solo canto e basso contrapposte ad altre full band; Fools and lovers sembra un pezzo country western, con rimandi finali ai suoni tanto cari alla west coast anni 70.
Segue Fool for you, inno della liberazione: anche qui l’organo fa degnamente la sua parte sotto un ritmo incessante e frenetico. La seguente Three broken hearts riprende le ballate country quasi rockabilly, per raccontare la triste storia di un intreccio amoroso che spezza tre cuori. Santa Fe Railroad è una cover di Jeff Hughes, una ballata classica che racconta la voglia di riscatto e di cambiare la propria vita attraverso la percorrenza di una ferrovia. Conclude il lavoro The Fedex song, che la nostra Mary dedica al lavoro che per dieci anni ha svolto, pur di mantenere la sua passione musicale; l’armonica l’accompagna in una lenta consapevolezza che, nonostante tutte le difficoltà ambientali fisiche e soprattutto mentali, deve portare a termine la sua missione.
Mary, con l’aiuto degli amici di Appaloosa records, ha confezionato un ottimo, onesto, sudato e coinvolgente lavoro; un grazie a Cesare Carugi per i testi in italiano che accompagnano il booklet allegato.

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Un pensiero riguardo “Mary Cutrufello – Faithless world (Appaloosa/IRD, 2014)

    ennesimafuga ha detto:
    11 dicembre 2014 alle 19:11

    L’ha ribloggato su EnnesimafugaEnnesimaprovae ha commentato:
    ti ribloggo Blavatar
    Off Topic è fantastico l’insieme! Grazie!!!!

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