Elogio della leggerezza – workshop teatrale

Postato il Aggiornato il

donna

Interviste di James Cook ed ElleBi

Da un’idea originale di Roberta Torre, maturata insieme alla coreografa e performer Silvia Gribaudi, è nato un progetto rivolto a 20 donne di età compresa fra i 18 e i 60 anni, con una taglia dalla 50 in su. Si tratta di “Elogio della leggerezza”, che si svolgerà a partire dal 8 marzo, presso La Corte Ospitale di Rubiera (Reggio Emilia).
Si tratta di un workshop di cinque giorni, al termine del quale è prevista una serata di messa in scena aperta al pubblico. L’obiettivo di questo laboratorio è la formazione di una vera e propria compagnia teatrale composta da esordienti, il cui unico requisito richiesto è la volontà di mettersi in gioco facendo in modo che il corpo diventi ispiratore di poesia ed emozioni. Lo spettacolo che ne scaturirà andrà in tournée nella stagione 2015/2016. Coinvolto in questa esperienza che vede protagoniste le BBW (Big Beautiful Women), per la parte relativa alle musiche originali, è l’eclettico cantautore milanese Gianni Resta.
Abbiamo fatto qualche domanda alla regista e all’autore delle musiche per approfondire i contenuti e capire come si sta sviluppando il progetto.

Roberta Torre è regista, scrittrice, drammaturga, milanese che ha vissuto e lavorato a lungo in sicilia. Personalità sensibile e creativa, pensa che l’arte non sia qualcosa di autonomo, ma che possa lavorare vicino al sociale per sostenerlo. Non a caso si è fatta conoscere ed apprezzare alla fine degli anni ’90 con “Tano da morire”, un musical innovativo che è riuscito a raccontare con ironia un tema scottante come quello della mafia. Cerca un linguaggio teatrale contemporaneo che irrompa nella scena per inglobare quello che c’è fuori, offrendo una performance sempre diversa e imprevedibile che coinvolga anche altri mondi, non solo attori professionisti. Le piace giocare con la femminilità e combattere un approccio retrò al corpo femminile.

torre 1

Innanzitutto spiegaci cosa ti ha spinto alla realizzazione di questo progetto teatrale…
Parto sempre da immagini, da visioni quando inizio a costruire un progetto. La mia visione iniziale è stata quella di un gruppo di Dee prospere, rotonde, lontane dalla terra che osservano l’affannarsi di un piccolo uomo sulla superficie terrestre e in qualche modo ne sono incuriosite. Decidono di scendere dall’Olimpo e conoscerlo. Ma essendo esageratamente piene di energia finiscono per travolgerlo e fagocitarlo, lo schiacciano, anche fisicamente. Nonostante questo lui le adora, se ne innamora, è posseduto dalla loro energia, non può più farne a meno e si lascia travolgere, possedere completamente.

Sarebbe facile dare al tutto una valenza sociale. E’ così o si tratta semplicemente di una scelta artistica corrispondente ad un canone “diverso” di bellezza?
In scena ci saranno corpi femminili di taglia extralarge con Silvia Gribaudi, la coreografa che ha concepito con me il progetto. E’ lei la protagonista in abiti maschili che danza insieme alle Dee over. Non siamo mai state interessate alla valenza sociale della questione oversize. Il nostro è uno sguardo artistico, visionario. Lavoriamo sulle immagini e sull’immaginario del corpo. Ora è il momento della moda dei corpi over, in Europa arriva adesso ma negli Stati Uniti si lavora da anni su questo immaginario e poi queste fisicità ci sono sempre state, si pensi a Botticelli, a Botero. L’arte va oltre il momento storico e nello stesso tempo ne interpreta lo spirito. Pensando a donne Dee ci piacevano esagerate e così abbiamo scelto corpi rotondi.

torre 2

Il workshop teatrale è aperto anche ad attrici non professioniste, quindi è sempre forte per te il desiderio di cercare un linguaggio che permetta al teatro di “farsi vita”?
Il mio percorso teatrale e cinematografico nasce per il desiderio famelico che ho sempre avuto di lavorare con la realtà e con persone reali. Ho mescolato nei miei film e nel teatro attori professionisti e persone comuni, portatrici di verità fisiche e gestualità quotidiane cariche di energia personale, portatori di segni precisi dell’ambiente da cui provenivano.
Nel mio ultimo progetto Insanamente RiccardoTerzo ho lavorato con pazienti psichiatrici e attori per esempio e i risultati sono stati straordinari.
L’attore “ruba” dal non attore gesti e attitudini e paradossalmente sono proprio i professionisti a crescere da questo incontro.
Il risultato, nei momenti più felici è quello di vedere la vita diventare teatro. Ma penso che questo derivi dagli anni che ho passato nel sud d’Italia, il suo essere teatro quotidiano, per la strada, è stato la mia vera formazione, teatralizzare la vita quotidiana una pratica costante.
La musica è sempre anche parte del cammino e in questo caso affidare a Gianni Resta la composizione della partitura sonora è stata una scelta felice. Lui ha interpretato in modo totalmente originale l’idea di un viaggio tra l’Olimpo e la terra.
L’incontro artistico con Silvia Gribaudi è avvenuto anche su questo piano: lei lavora spesso con persone comuni che raccontano con la loro fisicità un’appartenenza a mondi antropologicamente definiti e le porta nei suoi progetti. Mi sono sentita affine e su questo ci siamo trovate per Elogio.

Esiste secondo te un percorso ideale che permetta ad ogni donna di “accettarsi” con consapevolezza? Se si, che ruolo può giocare in questo contesto il rapporto con il proprio corpo?
Ogni donna ha come strumento di conoscenza privilegiato, doloroso e felice, il proprio corpo.
Certo si potrebbe dire lo stesso per ogni essere umano ma resta il fatto che il corpo femminile è uno strumento sfaccettato e complesso. Si apre, si chiude, ha fessure che diventano spesso ferite, è capace di creare la vita. Indubbiamente è un luogo di misteri e dove c’è il mistero si può cercare l’arte e il sacro. La Bellezza è anche il desiderio attorno al quale si gioca gran parte della vita di ogni donna: già, ma quale? La bellezza imposta dai canoni degli altri, o invece la propria idea di bellezza che porta all’accettazione di sé?
Io credo che sia questo il viaggio di ogni donna: seguire la propria Bellezza e diventare una Dea, forte, consapevole, unica anche nella personale diversità.
Sento la forza femminile e so che scaturisce dal proprio corpo, non ho mai creduto alla donna vittima se non come donna inconsapevole del proprio potere.

11015842_10206123708201444_962908122_n

 

Gianni Resta è musicista, autore, arrangiatore, produttore e direttore artistico per la musica ed il teatro. Ha all’attivo due dischi a suo nome, numerosi brani composti per altri, spettacoli teatrali e shows urbani come Soul Kitchen, un originale varietà musicale da lui stesso scritto e diretto che vede esibirsi un cast di 30 artisti, in scena questa stagione nello storico teatro dello Zelig a Milano. E’ riuscito in questo modo a trasformare il tempio del cabaret in un locale dove poter proporre anche musica di qualità.
Molto attivo sulla scena musicale meneghina, ha un notevole seguito di pubblico, come dimostrano i sold out di Soul Kitchen e il successo del suo ultimo video “Dancing like a fool”, che è riuscito a raccogliere, sul portale web di Repubblicatv, 40.000 visualizzazioni nell’arco di una sola giornata.

Gianni, com’è nata la collaborazione tra te e Roberta?
Ci siamo sentiti per telefono, Roberta mi ha chiamato dopo aver ascoltato il mio ultimo disco, è stata una telefonata molto allegra sai piena di entusiasmo e scambi di stima reciproca, mi ha proposto di scrivere le musiche di questo spettacolo e benché fosse tutto ancora in una fase embrionale mi son fatto raccontare le sue visioni, le sue suggestioni emotive, il senso di quello che voleva comunicare, anche per capire se potevo essere la persona adatta a sviluppare certe tematiche, poi ho cominciato a prendere i miei appunti.

In una rappresentazione come questa che si basa su coreografie e immagini, la musica gioca un ruolo importante, come hai affrontato la fase compositiva?
Direi che la musica in questo spettacolo svolge un compito fondamentale, soprattutto perché come tu stesso sottolinei qui, non si trattava di comporre una colonna sonora che suonasse in sottofondo, anzi, il tutto doveva essere interamente coreografato da Silvia Gribaudi e le composizioni dovevano avere perciò nel loro dna un carattere, un peso scenico rilevante, i ritmi e le pause di respiro adatte a un’opera di questo tipo.
Con la musica dovevo percorrere io per primo e di conseguenza poi condurre l’ascoltatore in una serie di viaggi tra l’Olimpo e la terra, tra le stelle e i sentimenti umani, sapevo fin dall’inizio che avrei avuto bisogno di momenti molto evocativi e altri, per intenderci, più ritmici per questo ho usato molte percussioni, sezioni di fiati e violini ma avevo voglia di affidarmi a un immaginario alternativo a quello classico, quindi non sentirai cori sacri da tragedie greche o pezzi di sirtaki, mi spiego?
Ho cercato di lavorare su un altro livello e di immergermi in questo universo tutto al femminile in cui vivono e si muovono delle superdonne possenti quanto le amazzoni, suadenti come sirene e allo stesso tempo curiose e fragili come bambine, mi interessava comporre un’opera che valorizzasse questo tipo di contrasti e volevo naturalmente infine che il tutto suonasse come un vero e proprio elogio della leggerezza, che risultasse fresco e vivace.
Per le Dee ho adottato una particolare fonetica, un metodo di canto che sta a metà tra lo scat e una specie di grammelot musicale, volevo che si esprimessero in modo familiare, intuitivo ma allo stesso tempo anche incomprensibile, nuovo.
In più, in contrapposizione ai momenti più profondi e di respiro, ho aggiunto un dettaglio compositivo più tangibile, un elemento sonoro più fisico per enfatizzare la presenza scenica di queste donne magnifiche, potrai di conseguenza avvertire anche attraverso la musica il peso dei loro corpi generosi ballare, scuotersi, rimbalzare sul palco, potrai seguire i loro passi muoversi con fatica ancorati alla gravità terrestre e ascolterai l’attimo in cui spiccheranno il volo, nuotando nello spazio.

10816099_10206123708241445_64234227_n

Il tuo ultimo album “Discorocksupersexypowerfunky” ha un suono black e “funkeggiante”, hai mantenuto queste sonorità anche per le musiche di questo spettacolo?
Naturalmente se Roberta mi ha contattato era perché voleva me e il mio stile compositivo perciò ho fatto in modo di non deluderla e sì, ci sono alcuni riferimenti alla mia cifra stilistica ma quest’opera si nutre di una visione piuttosto ampia e mi ha offerto quindi la possibilità di spaziare tra i generi utilizzando svariate tecniche compositive dal jazz a brani di natura più sinfonica, dalla bossanova al tango e alla musica elettronica. Molte cose le ho suonate direttamente io per altre mi sono avvalso, in fase di registrazione, di alcuni tra i miei preziosissimi complici, con cui ho la fortuna di condividere tutti i concerti e le avventure come questa e che mi fa enormemente piacere citare: Brunella Boschetti Venturi e Silvia Anglani che hanno dato voce alle Dee, Giuliano Farina alla chitarra e Facco Facchinetti al sax.

Come giudichi infine questa esperienza, la ripeterai in futuro?
È stata per me un’avventura davvero stimolante, con Roberta e Silvia c’è stata la massima fiducia e collaborazione, siamo stati tutti liberi di creare e ispirarci a vicenda quindi, sì, lo rifarei ma adesso onestamente devo cercare di registrare il nuovo disco. Ho le canzoni pronte eppure nonostante tutto quello che posso inventarmi, nonostante i concerti, gli spettacoli, le collaborazioni come questa, qua in questo paese chiudono i teatri, i locali, le etichette (e per fortuna ogni tanto chiudono anche i talent show)… ma non è mica colpa della crisi, o del buco dell’ozono.
Se parliamo di futuro guarda, io non so cosa sia. So che per il resto della vita devo cercare di fare solo quello che mi piace, impegnandomi a farlo sempre meglio, correggendo continuamente i miei difetti e migliorando la qualità del mio lavoro.

Crediti foto:
[1] Unadorned Woman by Julia Fullerton-Batten
[2] Roberta Torre by Paolo Galletta
[4] [5] Gianni Resta by Annalisa Fontolan

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...