Roberto Zanisi – Bradypus tridactylus (Musicamorfosi, 2016)

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Articolo di Savino Di Muro

“Bradypus  Tridactylus” è il nuovo album di Roberto Zanisi. Uscito a gennaio 2016 per Musicamorfosi, ci rivela uno dei più eclettici polistrumentisti in circolazione.

Zanisi suona string guitars, cumbus, bouzouki, steel pan, doumbek, gunja cajon, cifteli, bowglama; usa la voce, percorre generi di ogni parte del mondo, rimescola tutto secondo un gusto molto personale  e crea una musica libera.
Unico solista in Italia di steel-pan, Zanisi collabora con gruppi leggeri e musicisti jazz; ha partecipato alla realizzazione di molte colonne sonore dei film di Silvio Soldini, tra cui Giorni e Nuvole e a percorsi didattico educativi. Ha inoltre preso parte, come solista, alla tournée di Steward Copeland, “La Notte della Taranta”.
Bradypus Tridactylus è un percorso fantastico in un universo geografico musicale senza confini.
L’album si apre con Bradipo tridattilo; ‘Bradipo’ in quanto Zanisi si definisce “lento a ponderare e lasciar sublimare e concludere le cose”, ‘tridattilo’ in quanto utilizza solo tre dita per suonare tutti gli strumenti a corda.
Segue Cudega bay, eseguito con un bouzouki greco; è ispirato alla guitarra portugheisa di Carlos Paredes. C’è la visione di una barchetta sul lago con a bordo Carlos Paredes e Charlie Haden, il cui disco Dialogues ha avuto molta influenza su Zanisi.
Aksak deniz vuole rappresentare un volo in deltaplano; una vista mozzafiato sul Bosforo, Corno d’Oro e Mediterraneo. Bellissimo pezzo.
Rambler è invece un brano magistralmente rielaborato, di Bill Frisell, con bouzouki e electronics.
Spezi panachè è una traccia dal fascino immenso: un cocktail con aromi dai 5 continenti. Si intrecciano: chinese zheng, moroccan guimbri, brazilian berimbau, aboriginal voices, american slide. Impera il cumbus.
Sultanurheim è il “remake” di una canzone del compositore e autore di colonne sonore, 5 oscar, John Barry. Un viaggio psichedelico, in puro stile ’70, davvero riuscito.
L’uscita del fercolo ripercorre i ricordi da bambino;  la santa esce dalla chiesa, la folla segue in processione.. canto e pianto… bouzouki, voce e sax soprano, percussioni, efx.
Red pony, del chitarrista compositore statunitense John Fahey, chiude magistralmente l’album. Bouzouki solo: puro omaggio a Fahey, il musicista più importante nella formazione stilistica e compositiva di Zanisi, grande fonte di ispirazione per la sua capacità di mescolare tutti i generi e gli stili in una sola composizione. Ineguagliabile come il suo ispiratore.
Zanisi si rivela musicista e autore completo, capace di esplorare con le sue melodie ogni angolo di mondo. Bradypus Tridactylus si propone come un album non di facile ascolto per chi è abituato a sonorità commerciali, colto nelle citazioni e negli arrangiamenti, misurati, ma dalla classe immensa. Ottima prova.

Tracklist
01. Bradipo tridattilo
02. Cudega bay
03. Aksak deniz
04. Rambler
05. Spezi Panaché
06. Sultanurheim
07. L’uscita del fercolo
08. Red Pony

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Un pensiero riguardo “Roberto Zanisi – Bradypus tridactylus (Musicamorfosi, 2016)

    Roberto Zanisi - Musicamorfosi ha detto:
    25 maggio 2016 alle 12:07

    […] offtopicmagazine.net – recensione Bradypus Tridactylus – aprile 2016 […]

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