Iacampo @ Serraglio – Milano, 11 gennaio 2017

Postato il Aggiornato il

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Articolo di Eleonora Montesanti, immagini sonore di Elisabetta Viganò

Dopo aver ascoltato un’infinità di volte il suo Flores (2015), finalmente mercoledì scorso ho avuto l’opportunità di vedere Marco Iacampo dal vivo. Non so bene cosa mi aspettassi, ma sapevo che sarebbe stata un’esperienza importante.
Il concerto è iniziato con un momento molto intimo, in cui l’artista veneto ha presentato l’inedito Le mie canzoni, catalizzando con dolcezza l’attenzione e l’emotività del pubblico. Il secondo brano, Amore addormentato (ancora solo voce e chitarra), è stato accompagnato dal primo di una serie di aneddoti molto divertenti, i quali si spargeranno qua e là per tutto il concerto, come a voler condividere col pubblico un viaggio fatto di sentimenti altalenanti.

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Al terzo pezzo è entrato il resto della band, composto da Sergio Marchesini alla fisarmonica, Enrico Milani al violoncello e Filippo Zonta alle percussioni e, sulle prime notte di Palafitta, la festa è iniziata davvero. Ogni strumento aveva un ruolo importante nell’amalgamarsi con gli altri, l’effetto era davvero coinvolgente e totalizzante, ma lasciava spazio per far fluire le emozioni e i pensieri verso persone, situazioni e luoghi lontani.  Grazie a questa formazione particolare, inoltre, ogni canzone risultava essere un mondonuovo, proprio come recita il titolo di un vecchio brano contenuto nell’album Valetudo (2012).

Una serie di piccole magie, piccole gocce, piccoli istanti arricchiti da musica e parole che si sostenevano a vicenda in qualcosa che personalmente avrei voluto durasse per un tempo lunghissimo. Tra i brani più belli, la band ha suonato: Pittore elementare, Biancavela, Come una goccia, Ogni giorno ogni ora, Non è la California, Amore in ogni dove.

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Il momento più emozionante è stato quando, a una manciata di brani dalla fine del concerto, Marco – accompagnato da Sergio alla fisarmonica – ha interpretato un canto alpino tradizionale, intitolato Il testamento del capitano. E’ stato difficile trattenere le lacrime.

La musica di Iacampo è speciale, perché speciale è lui. Si capisce e si vede, forte e chiaro, che non c’è nessun confine tra lui e le sue canzoni. Ciò ci regala emozioni, trasporto, contenuto e qualità. Impossibile non innamorarsene.

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