Malkovic @ Serraglio, Milano – 28 Gennaio 2017 [opening Wet Floor + Killer Sanchez]

Postato il Aggiornato il

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Articolo di Luca Franceschini, immagini sonore di Giorgia PaganiVittoria Maiolo 

Se le chitarre stanno sparendo a poco a poco da quello che è il trend dominante nel mondo del rock (con qualche bellissima eccezione, vedi i nuovi dischi di band importanti come Cloud Nothings e Japandroids), al Serraglio questa sera non se ne sono accorti.
Infatti, le tre band che si sono esibite in questo ultimo freddo sabato sera di gennaio, paiono uscite tutte di peso dagli anni ’90, sia per le sonorità proposte, sia per la maniera “Old School” con cui macinano riff sulle loro sei corde.
Ulteriore nota di colore, per una volta non si è vista neppure una tastiera sul palco…

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Aprono le danze i Killer Sanchez: dalla Wave a pezzi più pesanti in stile Sludge, con qualche rimando agli Alice in Chains di “Dirt”, il gruppo milanese imposta una buona performance, molto potente e ricca di groove. La voce baritonale del cantante Gabriele è forse il tocco più interessante di una compagine che sulla lunga distanza potrebbe rivelarsi interessante.
Ci sono buone intuizioni compositive, anche se non durano mai per la lunghezza dell’intero pezzo, così che tendono a perdersi un po’ via e l’attenzione rischia di scemare.
Hanno un bel tiro, ma sembrano nel complesso più concentrati sulle sonorità, piuttosto che sulla canzone in sé. Attendiamo comunque di ascoltarli in studio (hanno appena finito di registrare il loro esordio, per cui non dovrebbe volerci molto) prima di esprimere un giudizio definitivo.

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Tocca poi ai Wet Floor, che col loro “Profezia in 12 pezzi”, uscito nel 2014, avevano fatto parlare piuttosto bene di sé.
Il trio si muove tra garage punk e rock and roll, con assalti frontali, ritmi nervosi, ritornelli di grande presa da urlare a squarciagola, possibilmente ubriachi fradici. Hanno un gran bel dinamismo, sul palco ci sanno fare e pur essendo solo in tre spaccano davvero alla grande.
Alla fin fine il punto debole sta proprio nelle canzoni: per dirla tutta non funzionano benissimo, nonostante qua e là affiorino cose interessanti (certi ritornelli, appunto, sono molto efficaci), si vanno spesso ad intortare in terreni scomodi, a volte con qualche break di troppo che rende il tutto parecchio noioso, a volte provando a scrivere ballate strappalacrime, che però risultano leggermente stucchevoli.
Nel complesso non sono male, fanno uno show piacevole, che contribuisce a tenere calda l’atmosfera in attesa degli headliner.

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I Malkovic arrivano dopo un rapidissimo cambio palco (non più di cinque minuti, ma d’altronde il ritardo accumulato non permetteva maggiori indugi), anche loro in tre e pesantemente debitori di un sound elettrico brillantemente stratificato. Il loro ep d’esordio è uscito da pochi mesi e questa sera sono di fatto qui per presentarlo. Le recensioni fino ad ora molto positive vengono avvalorate anche da una resa live di tutto rispetto. Si presentano con una lunga e suggestiva strumentale dalla quale emergono un po’ tutte le componenti del loro sound e in cui filtrano anche suggestioni Post Rock. Poi, rapidamente, si lanciano in “Ufo”, loro primo singolo, nonché brano da cui è stato tratto un video uscito in questi giorni.

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I Malkovic sono una band chitarristica e hanno nelle sfuriate di Giovanni Pedersini, che si occupa anche della voce, il loro principale punto di forza. Sanno equilibrare sapientemente le parti più psichedeliche e d’atmosfera, con quelle dove la tensione elettrica si fa esplosiva. Le loro ritmiche non sono mai banali, complice il batterista Elia Pastori, che riesce a fare benissimo cose non propriamente semplici.
Ottime le linee vocali, rese ancora più efficaci da una distorsione non troppo invadente e che funge da perfetto completamento dei paesaggi sonori disegnati dal gruppo.
Lo show scivola via che è un piacere, un concentrato di potenza e suggestioni ipnotiche arricchito da una tenuta di palco niente affatto male, se consideriamo la giovane età del terzetto.

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Oltre ai pezzi dell’ep, arrivano anche diverse cose inedite, che confermano una band in costante evoluzione, sicura dei propri mezzi e per nulla timorosa delle sfide che dovrà affrontare.
In platea, un discreto numero di persone partecipa calorosamente a quanto succede on stage. Atmosfera rovente, in un Serraglio difficilmente così pieno per un gruppo emergente. Certo, la maggior parte erano amici, ma si comincia sempre da qui. Era poi una fan base appassionata, non certo gente venuta lì solo per adempiere ad obblighi d’amicizia.
Saranno anche eccessivamente dipendenti dai Verdena, ma i Malkovic hanno dalla loro un talento reale. Sapranno di sicuro scrollarsi di dosso i paragoni ingombranti per imbarcarsi in una strada che possa essere tutta loro. Già stasera abbiamo visto tanto, continuiamo così.

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Photo credits:
[1-4] Giorgia Pagani
[5-8] Vittoria Maiolo

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