A Place To Bury Strangers @ Serraglio, Milano – 4 novembre 2017

Postato il Aggiornato il

Articolo di Simone Nicastro immagini sonore di Stefania D’Egidio

Nichilismo, un termine che francamente utilizzo poco per descrivere/accogliere una esecuzione musicale. Certo, sono diversi i generi e gli artisti a cui questo termine può adattarsi discretamente bene ma per una serie di circostanze storiche e personali solitamente,anche in quei casi,mi ci rapporto con immagini differenti.
In realtà anche per gli A Place To Bury Strangers il termine nichilismo risulta riduttivo, nonostante questa sia la sensazione predominante che mi porto dietro dal live a cui ho assistito al Serraglio, eccellente locale di Milano, nella sera del 4 novembre. Un live nero come pece, teso come corda d’acciaio e rumoroso come sfrego di lamiere. Un concerto che ha investito gli spettatori con violenza “noise” e profondità “dark”.

Sul palco erano solo in tre (tranne per l’ultimo brano in scaletta in cui sono stati raggiunti dalle tre ragazze delle Baby In Vain, band opening della serata) ma il flusso elettrico claustrofobico ha inondato e immerso tutto il locale e le persone accorse.

Il racconto.
22.40 circa e si inizia con “We’ve come so far”: la chitarra di Oliver sovrasta quasi del tutto la voce prima di capitolare, sbattuta più volte per terra fino alla demolizione, mentre Dion scende dal palco tra il pubblico con il suo basso “rigoroso” per poi lanciarlo con una ampia parabola sul palco. Ecco cosa dobbiamo aspettarci dal gruppo stasera.“Drilli it up” trascina gli spettatori in autentici anfratti horror dai sapori metallici e “Deadbeat” si (e ci) infiamma di elettricità frastornante su un tappeto ritmico vicino al punk.
La scaletta non lascia spazio per raccogliere aria e lucidità: “Situations changes” mi ricorda quanto ancora mi faccia male la morte di Alan Vega e “Fill the void” mi fa scaricare quella rabbia con un caustico e riuscito post punk d’annata. Quando ormai sembra improbabile ecco la pausa: i maschietti scendono dal palco mentre la batterista Lia Simone abbraccia un’arpa e intona quasi sussurrando una nenia chiamata “Harpsong”.
Non può che essere la calma prima della tempesta: anche Lia scende dal palco e raggiunge gli altri componenti della band in mezzo al pubblico dove inizia un altro set dentro al set fatto di drum machine, urla e il tempo di tre esecuzioni che sinceramente non ho riconosciuto ad oggi nella loro discografia. Ma potrei sbagliarmi visto la situazione singolare.

Il live si incammina verso il suo finale con il ritorno sul palco del gruppo: un viaggio oscuro e subliminale nel proprio inconscio con l’ossessiva “Deeper”, la mia personale hit del gruppo la nineinchnails-ana “Alone” e a seguire una cover tiratissima dei Dead Moon quale “Don’t look back”. La chiusura infine è lasciata alla notevole cavalcata sonica di “Ocean” e a una satura “Never going down” dove vengono raggiunti sul palco, come già detto, da tutte le Baby In Vain.
Un breve accenno a queste tre ragazze originarie della Danimarca (impressionante l’italiano mostrato dalla batterista) che sono state una piacevole sorpresa: di aspetto giovanissimo possiedono un gusto particolarmente trasversale tra blues, hard e psychedelic rock con risultati interessanti e di sicuro impatto che coprono in qualche modo anche l’aspetto tecnico live in alcuni momenti non proprio a fuoco.
Tornando agli A Place To Bury Strangers non posso che dirmi soddisfatto del concerto anche se ad onore del vero, essendo la prima volta che li sentivo dal vivo, me li sarei aspettati più simili a quelli ascoltati (e molto apprezzati) negli ultimi album, più variegati e immersi in sonorità wave. E forse con un live dalla durata leggermente superiore all’oretta scarsa. Comunque bene così.

Foto: 1,2,3,6,7,8,9,10 A Place To Bury Strangers
4,5 Baby In Vain

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...