Eugenio Finardi @ Blue Note, Milano – 13 Gennaio 2018

Postato il

Diventare negli anni un “classico”: Eugenio Finardi 2018

Articolo di E. Joshin Galani, immagini sonore di Andrea Furlan

Girare come una pazza per cercare parcheggio, quasi un’ora spesa nella speranza di lasciare la macchina, non dico regolare, ma semplicemente parcheggiata, rimanere incastrata nelle file del traffico in tilt per il lavaggio strada post mercato, mi ha fatto temere di non riuscire ad arrivare puntuale per la prima data milanese di Finardimente al Blue Note di Milano.

Giuvazza

Il tempo di sedermi ed ha iniziato a suonare in apertura Giuvazza, Giovanni Maggiore, chitarrista di Eugenio Finardi, che ha debuttato con il suo primo l’album Nudisti al sole, offrendoci Ti Stai cercando (nell’album c’è un parte di voce di Eugenio Finardi) e Aspirine.
Il set musicale era il medesimo che ha accompagnato Finardi: Claudio Arfinengo alle percussioni, Marco Lamagna al basso e Federica Finardi Goldberg al violoncello.
Bello vedere Eugenio nel suo cambiamento, un signore affascinante, col sorriso sereno è arrivato sul palco, raccontandoci di essere stato privilegiato, in questi 45 anni, ad avere un piccolo spazio nelle memorie della gente e che lo spirito di questo concerto è “non essere soli mai”. Ci ha annunciato così, con una frase delle canzone, Le ragazze di Osaka.

Si è trattato di un dialogo col pubblico, musicale e di parole. Finardi, americano di nascita, nella scelta tra le due cittadinanze ha privilegiato di essere italiano; ha introdotto la nipote Federica Goldberg Finardi che lo ha affiancato al violoncello e, con un arrangiamento cubano, è arrivata Dolce Italia.
Ci ha fatto entrare nelle canzoni, quelle che conosciamo a memoria, quelle meno o mai suonate ai concerti, scivolando nel decennio successivo attraverso Con questi occhi, nata in una notte, a quattro mani con Alessio Sanfilippo.
Il progetto musicale presentato durante la serata è nato dal precedente 40 Anni di Musica Ribelle, ci ha ricordato come il riascoltare quelle tracce ritrovate dagli archivi Cramps sia stato evocativo del sapore degli anni 70, di come si viveva, di come la politica pervadesse tutto e di quanto sia difficile spiegare questo ai giovani. Il regalo sonoro di Musica Ribelle è avvenuto nella prima versione pensata e non quella registrata.

Gli applausi a tempo hanno sottolineato tutto l’amore che il pubblico ha per questa canzone, l’acustica al Blue Note era assolutamente perfetta, ma per il mio modo personale di vivere il concerto, ho fatto un po’ fatica a sentire una piena atmosfera condivisa, mentre i camerieri servivano la cena ai tavoli.
Credo che quello attuale sia un bel periodo di giusti riconoscimenti e tributi per Eugenio Finardi: un cofanetto dei sopra citati 40 Anni di Musica Ribelle, un concerto dal vivo al Dal Verme l’anno scorso con tutti i musicisti dell’epoca ed un musical a teatro, o meglio un’Opera Rock chiamata Musica Ribelle – la forza dell’amore che è stato a lungo in scena al Teatro Nuovo di Milano.
Si è rimasti in tema politico con I Fiori del Maggio, suppongo inerente agli accadimenti raccontati nel Mantra Del Re di Maggio di Ginsberg.
Si è scivolati in Nuovo Umanesimo per affacciarsi al tema dell’amore con Patrizia e Un Uomo.

Finardi ha riso di sé raccontandosi: “a 27 anni mi sentivo vecchio, avevo scritto Extraterrestre, cercavo una direzione ed utilizzai l’I Ching, l’esagramma uscito dal tiro delle monetine fu “Abissale”, con la sua rappresentazione dell’acqua. Il risultato di questa uscita fu La Canzone dell’ Acqua
Il concerto si è rivelato “sold out”, tanto che per due sere il live è stato proposto doppio, ma l’atmosfera si è mantenuta intima nel raccontarsi.
E’ in questa intimità che Eugenio ha cantato Il vecchio sul ponte, brano mai eseguito dal vivo, canzone del passato che ci ha confidato di aver capito solo nel presente.

Il momento più alto ed intenso forse è arrivato con Mezzaluna, della quale ci ha detto: “l’ho scritta quando scoppiò la guerra nel golfo, con quella pressione psicologica che voleva convincere tutti che era un guerra necessaria, umanamente sentivo il pericolo per il futuro di mio figlio che aveva 6 mesi, avevo fatto un brutto sogno”.
Immancabile Extraterrestre e la chiusura targata 1983 con Un amore diverso mixata con The Lion Sleep Tonight.
E’ stato bellissimo entrare in 40 anni di storia musicale, sentirne i sapori attraverso i racconti, senza filtri di alcun tipo. Una comunicazione aperta e diretta che ha reso omaggio alla sua musica, oramai diventata un classico.

Marco Lamagna
Claudio Arfinengo
Federica Finardi Goldberg

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...