Statuto @ Ohibò, Milano – 8 aprile 2018

Postato il Aggiornato il

Articolo e immagini sonore di Stefania D’Egidio

Domenica sera al circolo Ohibò di Milano la prima tappa del tour per i 35 anni di carriera degli Statuto (e di età per Oscar Giammarinaro, come scherzosamente ha detto lui stesso). Più che un concerto quindi una festa di compleanno e, come ad ogni festa che si rispetti, ci sono stati ospiti e si è ballato dall’inizio alla fine, preceduti dal piacevole dj set di Dj Henry, che ha riscaldato l’atmosfera con brani mod e ska.

Una scaletta bella densa, con un brano per ogni album realizzato in questo lungo viaggio, iniziato nel 1983 in piazza Statuto a Torino, proseguito negli anni ’90, quelli di maggiore successo per la band, con collaborazioni interessanti, passate anche per il mitico locale Bandiera Gialla di Rimini, fino ai giorni d’oggi.

Gli Statuto salgono sul palco verso le 22.00 con il solito look elegante che contraddistingue lo stile Mod; il locale è quasi pieno, con fans di ogni età, ci sono le coppiette, c’è la mamma con il figlio adolescente, gli universitari, un bel clima familiare di gioia. Ci si scatena da subito, le danze si aprono con “Rabbia e stile”, poi si prosegue con “I campioni siamo noi” e “Un giorno di festa”; via via vengono riproposti tutti i grandi successi della band, canzoni che rappresentano uno spaccato di società italiana e della vita metropolitana, allegre, ma sotto sotto di protesta, da “Ritmi di metropoli” a “Come un pugno chiuso”, da “Intercity firm” a “Se stiamo in tre”.
In questi 35 anni di carriera Oscar, Naska, Rudy ed Enrico ci hanno raccontato delle lotte di classe della Torino industrializzata, della loro passione per il calcio, dell’amore per il mare e per le vacanze tra amici… impossibile non identificarsi nei loro testi, perché in fondo parlano anche un po’ di noi.

Poi arrivano gli ospiti: Ron e Punkreas non hanno potuto partecipare, il primo per impegni televisivi, i secondi per un grave lutto, ma in compenso sono arrivati Ivan Cattaneo, con un fantastico look alla “Kiss” e lo zio rock Omar Pedrini. Con loro suonano rispettivamente “Una zebra a pois” / “Tintarella di luna” (cavalli di battaglia di Ivan ai tempi del Bandiera Gialla) e “Controcalcio” / “Ragazzo ultrà”.
I momenti più coinvolgenti si raggiungono con “Sole e Mare” e “Piera”, con il pubblico a scandire ogni singola nota e a pogare nelle prime file.
Purtroppo come in ogni festa arriva inesorabilmente la fine, il lunedì si avvicina minaccioso e Oscar ci ricorda che il tempo passa e che lui se ne accorge ogni volta che guarda Naska, che la mattina dopo bisogna andare a lavorare, il pubblico invoca qualche altro pezzo, ma, tra un ballo e un coro, si è fatta mezzanotte e ce ne torniamo a casa con l’allegria nei cuori.

Questa la setlist completa:
Rabbia e stile
I campioni siamo noi
Un giorno di festa
Ritmi di metropoli
Come un pugno chiuso
Intercity firm
Se stiamo in tre
Va tutto bene
Controcalcio
Facci un gol
Un fiore nel cemento
Solo tu
Cos’è
Vattene sceriffo
Sole e mare
Ghetto
Ragazzo ultrà
In fabbrica
Qui non c’è il mare

 

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