Ministri @ Alcatraz, Milano – 9 aprile 2018

Postato il Aggiornato il

Live report ed immagini sonore di Stefania D’Egidio

In una notte piovosa si è svolta all’Alcatraz di Milano il 9 aprile la terza tappa del Tour Fidatevi dei Ministri, che presenta l’omonimo album uscito il 9 marzo per Woodworm Label.
Già all’arrivo in via Valtellina mi rendo conto che è una serata diversa dal solito, lunghissima la fila al botteghino, come non se ne vedeva da tempo, quasi un miracolo trovare parcheggio; alla cassa accrediti mi dicono che siamo oltre venti fotografi e che saranno costretti a dividerci per non creare ressa sotto il palco.
Alle 21.45 ci accompagnano all’interno del locale dove, come preannunciato, nel corridoio ci suddividono in due gruppi, io faccio parte del secondo; dal corridoio si sentono le ultime note della band di supporto, i Generic Animal. Dopo un po’ fanno entrare il primo gruppo, noialtri in attesa fuori; la macchina organizzativa è perfetta, quasi da evento internazionale, mi dicono che c’è una massiccia presenza di stampa locale e non. Del resto il trio formato da Davide Autelitano (voce e basso), Federico Dragogna (chitarra e seconda voce) e Michele Esposito (batteria) ne ha fatta di strada da quel lontano 2006 in cui pubblicarono l’album “I soldi sono finiti”, passato alla storia per la moneta da 1 euro dentro la custodia. Oltretutto giocano in casa e, contrariamente al detto “nessuno è profeta in patria “, all’Alcatraz sembra esserci non solo il pubblico dei fedelissimi, ma addirittura il mondo intero.


Da fuori ci rendiamo conto che la band sta salendo sul palco da un improvviso boato, poi dalle prime note di “Spettri” sparate a tutto volume, si può sentire tutto chiaramente anche a distanza.
Come in ogni tour promozionale, delle diciotto canzoni proposte, sette appartengono al nuovo album “Fidatevi”: prodotto da Taketo Gohara (già noto per aver lavorato con Capossela, Edda e Negramaro), può essere considerato l’album della maturità, uscito dopo ben tre anni dal precedente “Cultura Generale”; i Ministri in quest’ultimo lavoro sembrano aver messo da parte la rabbia degli esordi, il disco è più cupo e profondo rispetto ai lavori antecedenti, quasi una presa di coscienza e una riflessione sulle miserie umane: parla di fiducia, di speranza, della paura di restare soli e delle ansie della vita contemporanea.
Sul palco i tre “Ministri” sono rafforzati dalle chitarre di Marco Ulcigrai e della new entry Anthony Sasso. In breve tutte le emozioni del disco si trasformano in energia catartica: dopo “Spettri” si prosegue con “Crateri”, poi i successi del passato, quale “Comunque” del 2013, intervallati alle nuove canzoni.


Dopo il terzo pezzo ci è concesso di entrare nella sala e di posizionarci nel pit; Davide e Federico sono davanti sui lati, vestiti con giubbe militari di altri tempi, mentre Michele è dietro in posizione centrale, già visibilmente sudato; veniamo investiti da uno tsunami di decibel e da luci che cambiano velocemente a sottolineare l’energia dello show.
Il pubblico scandisce ogni singola parola dei testi, manco fossimo al karaoke del sabato sera, in perfetta simbiosi con la band. I suoni sono distorti, la batteria esplosiva, Federico è scatenato, rotea la testa all’impazzata e canta a squarciagola, ricordando per la foga e il look Dave Grohl dei Foo Fighters. Davide, invece, è il belloccio della situazione, ogni volta che si avvicina alla transenna ondeggiando con il suo basso il pubblico femminile impazzisce.
Giusto il tempo di immortalare tre brani e ci fanno segno di uscire dal pit, quindi veniamo scortati all’esterno: peccato non aver potuto assistere alla partecipazione di Mauro Pagani, che ha impreziosito con un assolo del suo violino il brano “Fidatevi”, e al medley “Fight for your right” dei Beastie Boys con “Enter Sandman” dei Metallica in “Diritto al tetto”.

Questa la setlist completa dello show:
– Spettri
– Crateri
– Comunque
– Idioti
– Usami
– Un Dio da scegliere
– Non mi conviene puntare in alto
– Spingere
– Memoria breve
– Tra le vite degli altri
– Il bel canto
– Tempi bui
– Dimmi che cosa

– Fidatevi
– Noi fuori
– Una palude
– Diritto al tetto
– Abituarsi alla fine


 

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