Diodato @ Castello Sforzesco – Milano, 4 luglio 2018

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Articolo di Eleonora Montesanti, immagini sonore di Alessandro Pedale

Capire che adesso è tutto ciò che avremo. Viene spontaneo partire dal ritornello di Adesso, brano che Diodato (insieme a Roy Paci) ha presentato alla scorsa edizione del Festival di Sanremo, per descrivere il concerto dell’artista tarantino da poco trapiantato a Milano.

E’ importante partire da queste parole perché Diodato e la sua band, sul palco installato proprio nel centro del cortile del suggestivo Castello Sforzesco, hanno creato una magia: così concentrati e così a loro agio in ciò che stava succedendo che – sono sicura – a nessuno tra il pubblico importava niente al di fuori di quell’adesso, ovvero quello scambio così intenso di musica e emozioni.
Un viaggio attraverso i pezzi più significativi della discografia di Diodato, partendo da E forse sono pazzo, passando per Cosa siamo diventati e terminando con la manciata di singoli che, da Sanremo in poi, sono usciti e diventati subito delle piccole grandi hit.

ERICA MOU

Il concerto è stato un vero e proprio climax, iniziato con la dolcezza e l’ironia di Erica Mou (la sua nuova Canzoni scordate è stata una scoperta indimenticabile), mentre il sole stava ancora tramontando. Poi, Diodato e la sua band hanno accompagnato il pubblico – un pubblico coinvolto come pochi altri e che a poco a poco si è ribellato alle sedie per scatenarsi sotto il palco – in un crescendo di emozioni culminato con una sorpresa e la celebrazione di un’amicizia tra artisti: proprio durante il ritornello di Adesso sul palco è arrivato Ghemon, con il quale Diodato ha poi cantato anche la sua Un temporale.

Andando verso la fine, il live è stato un’altalena di stili, dal rock potente di Se solo avessi un altro all’acustico intimistico di Babilonia. L’ultimo bis, però, ha causato un’esplosione di energia meravigliosa. La aspettavano tutti con trepidazione, ma è arrivata al momento giusto: Cretino che sei ha dato vita a una festa di salti e condivisione che poche volte ho vissuto a un concerto.
In conclusione, Diodato è un artista completo e irrinunciabile, che rappresenta l’intensità di ogni momento, in equilibrio tra forza e delicatezza.

GHEMON

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