The White Buffalo @ Circolo magnolia, Segrate (Mi) – 9 luglio 2018

Postato il Aggiornato il

THE WHITE BUFFALO

Articolo e immagini sonore di Stefania D’Egidio

Ho perso il conto di tutte le volte che ho percorso, nell’ultimo mese, la strada dell’Idroscalo per raggiungere il Circolo Magnolia, ormai sono di casa tanto che gli addetti alla sicurezza quando mi vedono fanno battute del tipo: “di nuovo qui?” e non è mica colpa mia se l’estate porta con sé un concerto dietro l’altro e il 9 ce n’era uno imperdibile, di quelli per palati fini: i The White Buffalo di Jake Smith.

MARLON WILLIAMS

Alle 19.30 il prato è già gremito di gente, con strani personaggi che si aggirano tra il bar e il merchandising, con cappelli da cowboy e pantaloni in pelle, e nell’attesa scorrono fiumi di fresca birra.
Il caldo umido di Milano rende l’aria pesante, chi può si getta sotto gli alberi per rubare al parco un po’ di ombra.
L’apertura stavolta è affidata a Marlon Williams, talentuoso cantautore neozelandese, accompagnato da una band di tre elementi: batteria, chitarra e basso, con il chitarrista che all’occorrenza suona anche il violino e il bassista che di tanto in tanto abbraccia un bel contrabbasso, mentre Marlon si divide tra chitarra e pianoforte. Propone un genere a metà tra il folk e il bluegrass, partendo un po’ in sordina, forse per l’emozione di suonare per la prima volta in Italia, ma dopo la terza canzone il concerto decolla inaspettatamente: mi colpisce molto la profondità e la potenza della sua voce, tra Elvis Presley e Johnny Cash, non mancano esibizioni di un appassionato vibrato e pezzi a cappella, con un finale da brividi, ancor più quando Marlon scende dal palco per andare ad abbracciare personalmente i suoi fans.

THE WHITE BUFFALO

Giusto i canonici venti minuti per il cambio strumenti che le luci calano di nuovo per annunciare i The White Buffalo, Jake Smith alla voce, Matt Lynott alla batteria e Christopher Hoffee al basso; il loro ingresso è sottolineato da un boato sincero ad accompagnare le prime note di Hide and Seek e Oh Darling, What Have I Done.
Che Jake avesse una bella voce lo si sapeva, calda e profonda tanto quella di colleghi ben più famosi, in primis Eddie Vedder dei Pearl Jam, che Tommy fosse un animale da palco pure, scherza con il pubblico, regala sorrisi, ma la vera sorpresa per me è stata la batteria di Matt, potente come un tuono, là in prima fila, non nelle retrovie come si è soliti vedere e la posizione non è casuale perché la sezione ritmica è da paura con la grancassa che rimbomba nel torace come il cuore dopo una lunga corsa.
Il repertorio spazia da veloci ritmiche country a lente ballate acustiche che evocano un’America di altri tempi, fatta di vecchi fuorilegge e strade polverose degli stati del sud; non mi sorprende affatto che tante di quelle canzoni siano state scelte per colonne sonore perché le melodie ti trasportano dentro un film di cui, per una volta, sei tu il protagonista.

THE WHITE BUFFALO

Ancor più stupefacente è il seguito che Jake e soci hanno nel Bel Paese, nonostante non siano tra gli artisti più passati in radio e lontani anni luce dai generi musicali che vanno per la maggiore in Italia: raramente il Magnolia si era visto così affollato fin dall’apertura dei cancelli e questo per me è un segnale di speranza per la musica, vuol dire che al di là dei talent show, delle riviste pseudorock e dei personaggi costruiti ad hoc dall’industria discografica, c’è gente che ama ancora la musica vera, quella fatta nei garage e nelle cantine, la musica di chi consuma i polpastrelli sulle corde e sulle pelli dei tamburi.
L’esecuzione di Into the Sun e di Wish I Was True nel bis lasciano la pelle d’oca in chi ha sfidato afa e zanzare per assistere allo spettacolo del “Bisonte Bianco” e alla fine ci congediamo con l’idea che è possibile un’altra America, che canta della disperazione della gente e sta dalla parte dei meno fortunati, così come è possibile vedere un’Italia diversa da quella sconfortante degli ultimi mesi.

THE WHITE BUFFALO
MARLON WILLIAMS
MARLON WILLIAMS
THE WHITE BUFFALO
THE WHITE BUFFALO
THE WHITE BUFFALO
THE WHITE BUFFALO
THE WHITE BUFFALO
THE WHITE BUFFALO
THE WHITE BUFFALO
THE WHITE BUFFALO

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