Articolo e immagini sonore di Stefania D’Egidio

Venerdì 21 si è riaperta per me la stagione al Circolo Ohibò, dopo la pausa estiva, passata a seguire concerti all’aperto su e giù per l’Italia.
Per questo nuovo ciclo autunnale di concerti il Circolo si è rifatto il look con la comparsa di due nuovi murales in stile Keith Haring, che invitano alla creatività e alla fraternità; tra le nuove iniziative sostenute anche una scuola di musica e quale location migliore, per imparare a suonare, se non un locale che è diventato un punto di riferimento per la musica indipendente a Milano ?

La serata inizia con un po’ di ritardo, causa problemi organizzativi, con un gruppo proveniente dalla Brianza, i Gecofish: un power trio in formazione rimaneggiata per l’indisponibilità del batterista, ammalatosi all’ultimo momento. Il sostituto però non lo fa rimpiangere affatto, entrato subito in sintonia con gli altri due, dopo un solo pomeriggio di prove, picchia così duro sul suo strumento da ricordarmi quasi Dave Grohl ai tempi dei Nirvana: il risultato è un’esplosione di decibel che penalizza un tantino la voce del cantante bassista, ma di forte impatto; molto bello il tributo in chiave punkrock di Una Giornata Uggiosa di Lucio Battisti, rivisitata in passato anche da Bandabardò e Fiorella Mannoia.

GECOFISH

Nella seconda parte della serata salgono sul palco gli headliners, i bresciani Cara Calma: attivi dal 2016, il quartetto composto da Fabiano, Riccardo, Cesare e Gianluca è fresco di pubblicazione dell’album di debutto, uscito lo scorso gennaio per l’etichetta Phonarchia Dischi, dal titolo “Sulle punte per sembrare grandi”, prodotto da Karim degli Zen Circus e presentato in tour in giro per l’Italia.
Già al primo ascolto i Cara Calma mi sembrano a metà strada tra i Ministri e i FASK, perché come loro propongono un rock massiccio, fatto di sudore, di riff taglienti di chitarra, di tamburi pestati all’inverosimile fino a consumarne le pelli e il locale risponde con grande entusiasmo alla loro chiamata; quasi completamente pieno, nelle prime file si canta a squarciagola e si poga gomito a gomito, nonostante la serata sia insolitamente calda per un fine settembre.
Partono con il trittico Fango, Ci dicevano e Mi son nascosto, poi la tanto amata Eroi, quasi un inno generazionale per chi non crede nel mito della gloria e non vorrebbe svegliarsi mai.
Dopo Buoni propositi si abbatte su di noi come un tornado il ritornello di Domenica con il suo “Tutto a puttane/Tutti a puttane”, questa la cantano tutti, ma proprio tutti!
L’unica pecca della serata è che il concerto è durato troppo poco, appena lo spazio di dieci canzoni, ma con un solo album all’attivo altro davvero non si poteva fare, specie se si considera che è costato quanto un misero pacchetto di sigarette: non ci resta quindi che attendere i prossimi lavori e se il buon giorno si vede dal mattino, come dice il proverbio…

Setlist del concerto:

01. Fango
02. Ci dicevano
03. Mi son nascosto
04. Eroi
05. Buoni propositi
06. Domenica
07. Premi sulle ossa
08. Rispettare i centimetri
09. Boscaglia
10. Morti

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