R E C E N S I O N E
Recensione di Sabrina Tolve
Canzoni Ombra, il nuovo EP dei Ministri, nasce da materiale rimasto in sospeso: cinque brani che appartengono a momenti diversi della storia recente del gruppo e che, dopo aver vissuto per anni in una sorta di dimensione parallela, trovano finalmente una casa. La storia è però più particolare di una semplice operazione di recupero. Nel 2022 alcuni di questi pezzi erano stati condivisi dai Ministri esclusivamente attraverso la loro newsletter, consegnandoli direttamente alla propria comunità con la richiesta di ascoltarli, custodirli e non diffonderli online. Un esperimento basato sulla fiducia che il pubblico ha rispettato, trasformando quelle canzoni in un piccolo patrimonio privato della band e dei suoi ascoltatori. Dopo il tour di Aurora Popolare, i Ministri hanno deciso di riportarle alla luce, rilavorandole in studio insieme a Ivan Antonio Rossi e aggiungendo due brani inediti.

La cosa interessante è che ascoltando l’EP non si ha quasi mai la sensazione di trovarsi davanti a degli scarti. I Ministri ritrovano qui quella combinazione ormai profondamente loro di rock muscolare, chitarre elettriche, tensione ritmica e una scrittura capace di trasformare il disagio quotidiano in immagini immediate. Anzi, proprio la dimensione più compatta dell’EP sembra permettere alla band di concentrarsi su ciò che sa fare meglio: prendere il presente, guardarlo con una certa dose di disillusione e restituirlo attraverso canzoni rabbiose, ironiche, ostinate e vitali. Non c’è dunque l’impressione di un capitolo accessorio, anzi Canzoni Ombra sembra il recupero di una parte della loro identità che, per ragioni diverse, non aveva ancora trovato il momento giusto per uscire allo scoperto.
Questa non è musica parte con una dichiarazione quasi programmatica. I Ministri mettono immediatamente in discussione il sistema musicale e le condizioni stesse in cui oggi si prova a fare musica, trasformando la frustrazione del musicista in una canzone elettrica, nervosa e muscolare. Il bersaglio è molto concreto: precarietà, lavori paralleli, necessità di sopravvivere mentre si cerca comunque di continuare a creare. La frase iniziale è già sufficiente a fotografare il tono dell’EP – qui la musica è un corso di sopravvivenza. Gente che si ostina a vivere è il cuore dell’EP e la sua focus track. Le chitarre e la sezione ritmica spingono la canzone in avanti mentre il testo osserva il caos senza cercare facili consolazioni. Serpenti dell’82 allarga il discorso alla generazione, alla classe sociale e a tutto ciò che si eredita senza averlo necessariamente scelto. Il brano conserva una dimensione fortemente rock, ma introduce anche variazioni e aperture che impediscono alla canzone di procedere secondo un’unica traiettoria. È una delle tracce più immediatamente riconoscibili del loro DNA. Elettricità parte quasi trattenuta, poi prende progressivamente corpo. È una canzone costruita proprio intorno alla propria energia, alla necessità di sentirla e trasmetterla. Il brano trova un equilibrio interessante tra un andamento più ampio e avvolgente e la consueta fisicità della band. Nostalgia di dio è la traccia conclusiva, ed è forse la più insolita dell’EP. I Ministri rallentano, ampliano la prospettiva e si confrontano con un vuoto che non è più soltanto politico o sociale, ma esistenziale. Federico Dragogna lavora sulle sonorità in maniera meno prevedibile rispetto al resto dell’EP, creando un finale più meditativo e sperimentale. È probabilmente il brano che richiede più tempo per essere assimilato.
Canzoni Ombra funziona perché è un EP e, come tale, ragiona per concentrazione. Ci sono cinque brani che rappresentano anche cinque prospettive diverse, ma con un’identità sonora immediatamente riconoscibile. I Ministri continuano a scrivere di lavoro, politica, frustrazione, rapporti sociali, senso di appartenenza e sopravvivenza, ma la loro rabbia non è diventata un’abitudine e il loro rock non è diventato un esercizio di stile. Alla fine Canzoni Ombra è un piccolo capitolo ritrovato, ancora pienamente capace di parlare il linguaggio dei Ministri. Un EP breve, diretto e tutt’altro che superfluo, nel quale la band ribadisce una convinzione semplice: anche quando tutto sembra spingere verso il cinismo, esiste ancora una buona ragione per ostinarsi a vivere, suonare e dire la propria.
Tracklist:
01. Questa non è musica
02. Gente che si ostina a vivere
03. Serpenti dell’82
04. Elettricità
05. Nostalgia di dio
Sabrina Tolve è con Off Topic dagli esordi, ha scritto di libri e teatro. Oggi si occupa di musica, prediligendo quella politica e sociale. Vive in Irlanda.






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