Articolo di James Cook

Il 2 ottobre, presso il Portico dell’Elefante al Castello Sforzesco, ho avuto l’opportunità di assistere alla conferenza stampa di presentazione della terza edizione del festival JAZZMI.
500 artisti, 210 eventi, oltre 80 luoghi coinvolti, una città, che dal I° al tredici novembre vedrà protagonista il jazz declinato in tutte le sue forme: sarà suonato, condiviso, ma anche  narrato, divulgato, letto,  proiettato, fotografato, gustato e cantato…

Ancora una volta  l’evento è stato ideato e prodotto da Triennale di Milano e Ponderosa Music & Art, con la collaborazione del Blue Note e realizzato grazie all’assessorato alla cultura del Comune di Milano.
Dopo l’intervento dell’assessore Filippo Del Corno, il sindaco Giuseppe Sala esordisce con parole che colpiscono per la disponibilità dimostrata dalle pubbliche istituzioni:
“l’identità della musica è importante e avrà l’appoggio del comune che sempre sarà al vostro fianco”.

Gli fa eco Luciano Linzi, al quale è affidata la direzione artistica, insieme a Titti Santini: “Il jazz è integrazione di culture diverse, nata come musica di tolleranza e di accoglienza, ideale colonna sonora dei nostri tempi”.

Quest’anno, ancor di più, vi sarà un dialogo aperto con tutti i soggetti presenti a milano, per eventi in tantissime location, moltissimi anche in periferia. Il festival, infatti, abiterà tutti i quartieri e consoliderà rapporti con altre realtà come Varese.
A tutti coloro che parteciperanno, sarà data la preziosa opportunità di conoscere non solo la storia, il presente, il futuro di un genere musicale ma anche le straordinarie trasformazioni di una città che, negli ultimi anni, è al centro di un veemente risveglio culturale.

Base di partenza di JAZZMI, per il terzo anno, sarà il palcoscenico del Teatro Dell’Arte, dove, a riprova del carattere internazionale dell’evento, si esibiranno sia grandi nomi del jazz che nuovi talenti da tutto il mondo. Sempre in questo luogo saranno presentate conferenze spettacolo e si articoleranno le giornate della seconda edizione di JAZZDOIT, ideato per riunire gli operatori e il pubblico intorno a tavoli di lavoro per scambiare idee su temi culturali, economici ed estetici.

Grande interesse per la scelta fortemente simbolica del gruppo al quale sarà affidata l’inaugurazione della manifestazione: si tratta di Art Ensemble of Chicago, leggendaria formazione dell’avanguardia chicago-ana, che con questa partecipazione inizia i festeggiamenti per i 50 anni di carriera.
Great black music-ancient to the future” questo è il loro slogan che riassume un approccio molto caro anche agli organizzatori di JAZZMI :
“Suoniamo il Blues, il Jazz, il Rock, Musica Spagnola, Gitana, Africana, Musica Classica, Musica Europea contemporanea, Musica Voodoo. Qualsiasi cosa. Perché in definitiva, è la Musica ciò che suoniamo. Punto.”

Sono convinto che Milano meriti una manifestazione di questo livello che si caratterizza per la trasversalità delle proposte: potremo ascoltare artisti di livello mondiale, così come scoprire nomi meno noti, alcuni dei quali per la prima volta in città, ma anche molti musicisti italiani che arricchiranno i numerosi eventi sparsi su tutto il territorio. Per chi vorrà, ci sarà spazio per ampliare ulteriormente i propri orizzonti partecipando anche agli appuntamenti cinematografici e didattici… Si tratta quindi di una preziosa occasione non solo di svago, ma di confronto e crescita che, direi, vale davvero la pena mettere in agenda.

Il programma dettagliato del festival è consultabile sul sito jazzmi.it e anche attraverso la nuova app JAZZMI disponibile su Google Play e Apple Store.