Articolo di Ylenia Pepe

Dopo due anni di attesa, esce l’ottavo album dei Suede “The Blue Hour”; già dal titolo e dalla copertina si può intuire che la nostalgia ed il senso di abbandono, sono i sentimenti che più ricorrono in tutte le tracce.

Non a caso il video di “Life is Golden” è stato girato a Pripyat, la città ucraina disabitata dopo l’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl.
La traccia di apertura “As One” sembra quasi un pezzo metal sinfonico,
il coro di sottofondo, invece ci riporta in un’atmosfera quasi da funerale: sicuramente si tratta del lavoro più gotico della band; quindi se state cercando un album dal sapore allegro e spensierato, questo non fa al caso vostro.

Il quinto brano “Chalk Circles”,infatti, ci rievoca i suoni oscuri dei Sister of Mercy; mentre “Don’t Be Afraid If Nobody Loves You” ci ricorda i suoni malinconici dell’album “Meds” dei Placebo.
Il testo più melodrammatico è sicuramente quello di “Invisibles”.

Non mancano, però, le note britpop tipiche dei Suede: “Wastelands”
e “Flytipping” si avvicinano, infatti, ai suoni di “Animale Nitrate”.
Anche se l’angoscia, la paura e la solitudine sono le sensazioni che più vengono evocate; “The Blue Hour”, è composto anche da testi poetici
e romantici: “And I’ll take you to the verges/ By the nettles, by the roundabout/ And I’ll pick you wild roses/ In the tunnels like the underpass”; l’album si conclude proprio così, attraverso queste strofe dolci e con suoni di chitarre shoegaze.

L’amore, quindi è l’unica via di uscita da questo mondo deserto.

Tracklist:
01. As One
02. Wastelands
03. Mistress
04. Beyond the Outskirts
05. Chalk Circles
06. Cold Hands
07. Life Is Golden
08. Roadkill
09. Tides
10. Don’t Be Afraid If Nobody Loves You
11. Dead Bird
12. All the Wild Places
13. The Invisibles
14. Flytipping