Andrea Amati-Ronchi78-Photo Andrea FurlanArticolo di Luca Franceschini immagini sonore di Andrea Furlan

Non aveva mai suonato a Milano, Andrea Amati. Molto conosciuto nella sua Romagna, dove gira da anni con le sue canzoni oltre che con diversi omaggi a Fabrizio De André, non gli era tuttavia capitato molto spesso di organizzare date in altre regioni.

Andrea Amati-Ronchi78-Photo Andrea FurlanUltimamente però, un po’ di cose sono cambiate: la firma con l’etichetta Borsi Records, che ha sede a Modena, l’apertura al tour dei Nomadi, che lo ha portato a girare l’Italia in lungo e in largo quest’estate; da ultimo, la vittoria del bando SIAE “S’illumina”, che gli ha permesso di organizzarsi un tour italiano di una certa consistenza, che partirà il 16 novembre da Foggia.

Se volevamo delle conferme della bontà di Bagaglio a mano, il suo secondo disco, uscito a marzo, diciamo che stanno a poco a poco arrivando.

Ero già pronto a vederlo presentato dal vivo a Rimini, nell’affascinante cornice del Teatro degli Atti, ma poi una nevicata assurda e fuori stagione ha bloccato tutto, costringendo lui e la band a rischedulare il tutto, in una data a me non più favorevole. Se si eccettua un concerto acustico programmato all’ultimo momento quest’estate, e a cui sono riuscito ad essere presente, non mi era ancora capitato di sentire i brani del nuovo disco in una cornice adeguata.

Andrea Amati-Ronchi78-Photo Andrea Furlan
Federico Mecozzi

Per fortuna adesso si può rimediare: Andrea è arrivato a Milano, per presentare il disco anche in questa città, in uno showcase intimo ed esclusivo, riservato agli addetti ai lavori. Non un vero e proprio concerto, dunque, ma indubbiamente un’occasione privilegiata per vederlo all’opera coi musicisti che da sempre lo accompagnano.

La sede prescelta è il Ronchi78, in via San Maurilio, nel cuore del centro storico, a due passi dal Duomo. Un locale di lunga tradizione per quanto riguarda la musica dal vivo, soprattutto in chiave acustica. Ed è infatti una formazione acustica quella con cui Andrea decide di presentarsi. Abbandonata la sezione ritmica, la configurazione è quella solita con cui lo si è visto spesso durante l’estate: oltre alla sua voce, Federico Mecozzi al violino, Stefano Zambardino alle tastiere e Massimo Marches alla chitarra. Amici di lunga data, con cui condivide palchi e studio di registrazione (Marches ha prodotto Bagaglio a mano e Mecozzi è con lui sin dagli inizi, anche nel lavoro di arrangiamento), per quella che sembra ormai divenuta una vera e propria band.

Andrea Amati-Ronchi78-Photo Andrea FurlanAl centro della scaletta c’è ovviamente il nuovo disco, eseguito per intero: la dimensione acustica dona ai vari episodi una veste più vicina al Folk, con l’intreccio tra violino e chitarra a ricreare le melodie e la chitarra di Marches a fungere da base ritmica. Si perde un po’ quella componente Pop che così tanto avevamo apprezzato in questo lavoro (c’è giusto qualche effetto qua e là) ma dall’altra parte ne viene valorizzato il grande spessore melodico, grazie anche ad un sapiente uso delle dinamiche. Avviene così che i brani come Mi sono perso e Bagaglio a mano escano fuori leggermente stravolti mentre quelli più vicini al cantautorato come Bacio Botto, Altrove e soprattutto Cose (il pezzo di punta del disco, quello stesso giorno è stato lanciato anche il video, girato nei dintorni della sua Santarcangelo) vengano se possibile potenziati, con l’arrangiamento più scarno che fa emergere maggiormente le melodie.

Andrea canta bene e la sua voce ricca ed espressiva è il fulcro di un concerto che sa essere contemplativo ma anche coinvolgente (su brani come Carmen o l’ormai celebre rivisitazione de La ballata della moda di Luigi Tenco, il pubblico si lascia andare ad un vivace battimani), oltre che a tratti persino commovente (da brividi l’esecuzione di Anna e Marco, preceduta da una sua lettera affettuosa, scritta idealmente a Lucio Dalla nel giorno della morte).

Da Via di scampo, il suo pregevole esordio, c’è solo un brano: Estate calvario, probabilmente uno dei più rappresentativi, e che viene riproposto in una veste leggermente diversa, più raccolta e col bel violino di Federico in evidenza.

Andrea Amati-Ronchi78-Photo Andrea FurlanSi chiude col bel crescendo melodico di Verrà il tempo, che è anche l’ultimo pezzo del disco. Dopo i ringraziamenti di rito, però, un Andrea visibilmente soddisfatto e grato ai presenti per la loro attenzione, decide di regalare un altro brano: si tratta di una divertente e vivace versione di Sudameritalia de I Gufi, che costituisce inevitabilmente un omaggio a Milano e alla sua grande tradizione di cabaret e canzone popolare.

Ogni tanto bisognerebbe non aver paura di essere vintage e ricordarsi la semplicità di scrivere semplicemente delle belle canzoni” ha detto subito dopo l’esecuzione di Anna e Marco: non avventuriamoci in paragoni scomodi ma Andrea Amati è uno che le belle canzoni le sa scrivere davvero. E ci auguriamo che questo showcase milanese ed il tour che partirà a breve, possano contribuire a farlo conoscere sempre di più al grande pubblico. Perché un artista, quando è vero, è potenzialmente in grado di arrivare ovunque.

Andrea Amati-Ronchi78-Photo Andrea Furlan

stefano-zambardino-ronchi78-photo andrea-furlan
Stefano Zambardino

Andrea Amati-Ronchi78-Photo Andrea Furlan

Federico Mecozzi-Ronchi78-Photo Andrea Furlan
Federico Mecozzi

Andrea Amati-Ronchi78-Photo Andrea Furlan