Articolo di Fabio Baietti e immagini sonore di Andrea Furlan

…ed è sempre una questione di sogni… Quelli di chi sta sul palco, quelli che aleggiano nel pubblico. Uniti da quell’elemento comune a nome rocchenroll, per combattere la fottuta fatica della vita, là fuori…

Concetto preciso, trait d’union di sensibilità, esperienze, motivazioni diverse, espresso da Carlo Ozzella con quel sorriso che non pubblicizza dentifrici ma cela intime ferite. Tradotte in ballate dalle intimistiche, profonde liriche, vestite di vibrante elettricità o di acustica eleganza.

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Padrone di casa in un affollata, familiare, entusiasta platea, il rocker milanese ci regala un concerto sapido ed un nuovo EP da presentare. I Demoni sono in libera uscita stasera, lasciano le Gabbie, raccogliendo Fogli sparsi, da tradurre in strofe e ritornelli.

Nessuna è come te e la title track sono, a mio avviso, già tra il meglio della produzione. La loro resa live è pura liricità rock, amplificata dal certosino lavoro di Paolo Quaglino all’elettrica.

Adrenalina che si tramuta in rispetto quando Carlo stacca la spina. Il silenzio che accompagna Per non dimenticare, sembra accarezzare l’atmosfera “personale” della canzone, come se ognuno dei presenti avesse un viso accanto al suo, nel Ricordo di una Mancanza.

carlo-ozzella-spazio-teatro-89-photo-andrea-furlanNiente e cosi sia, si canta a squarciagola, alzo il pugno al ritornello perché la lotta non è solo “di classe” ma pure nel chiedere perdono. Una delle più belle rocksong in italiano che io conosca. Sorelle “prese bene” che mischiano frenetici applausi all’opera instancabile del giovanissimo “ufficio stampa”. Clima perfetto in un crescendo di emozioni, quelle che non puoi nascondere Quando il cielo è fragile, e non possono mancare Santi, Perdenti ed Eroi, riassunto di microcosmi in lotta perenne con sé stessi e tutta la serie di figure femminili che Carlo Ozzella delinea con un mix di rabbia, rimpianto e desiderio che mai si traduce in sdolcinatezze da festival dei fiori. Prova di questa capacità descrittiva sono la nuova Soltanto la Musica resta e le rodate Non sarai sola mai, La strada che conduce a te e Pagine, tirate a lucido da una band che ha mutato pelle. Nel numero di musicisti, nella minor enfatizzazione di suoni limitrofi ad Asbury Park, virando verso uno stile scarno, diretto, essenziale. Grazie alla sezione ritmica, dove l’esperienza di un granitico Roberto Cito si amalgama perfettamente con la tecnica ed il feeling del giovane Andrea Bonzini.

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Paolo Quaglino

Con Viola si percepisce aria da gran finale, le anche si dimenano, i piedi tengono il ritmo, le tentazioni non si scordano. Citazione a sorpresa, anche per la band (!!!), dei Gaslight Anthem con quella Mulholland Drive, da sempre tra le preferite del Nostro. E arriva la chiusura, del concerto e del mio personale cerchio, partono le prime note di Notturno. Penso all’assenza di un sax “assassino” e mi ritrovo, piacevolmente stupefatto, a centellinare un assolo di Paolo Quaglino da standing ovation. Camaleontismo di arrangiamenti, stessa messe di good vibrations.

I demoni battono in ritirata stanotte, rimangono solo sorrisi. Su entrambi i lati della strada.

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Roberto Cito

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Andrea Bonzini

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Paolo Quaglino

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Andrea Bonzini

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Paolo Quaglino

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Roberto Cito

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Paolo Quaglino

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