L I V E – R E P O R T


Articolo di Fabio Baietti e immagini sonore di Andrea Furlan

Martedì sera, calcistiche coincidenze, musicali sovrapposizioni. Appoggiato al mio pilastro di fiducia, mi unisco a chi ha preferito il Biko come meta delle proprie emozioni. Questione di scelte. Forse avremo la fortuna di godere di uno schizzo di sangue, chissà se ancora anemico, di Giulio Casale.

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La spina è attaccata alle chitarre e alle anime, la dimensione “Estrema” è ricordo e presente. Lacerante gioco di rimandi, al passato di fisico linguaggio che diviene un “oggi” di integra, salvifica, necessaria coerenza.

Inesorabile, parola che diventa mantra, che acquista forza ogni volta che viene scandita. Il vento che da refolo muta in bora, l’acustica pacatezza che diviene elettrica inquietudine.

Sono corpo, Coscienza C, Scolorando Bice, l’ultimo lavoro assume tonalità forti, di liricità a braccetto con la critica, la riflessione, una rabbia trattenuta ma non celata.

giulio-casale-biko-foto-di-andrea-furlanI Maestri hanno un loro posto, sul palco e nel Ricordo. Stasera il Poeta della Lanterna aleggia in una Vieni che non ha bisogno di creme per sembrare più bella dopo tutti questi anni. E il Duca Bianco ci ricorda che potrebbe esserci vita sul Pianeta della Fantasia, Life on Mars?, la classe dell’interprete Casale.

Si cercano le idee e si trovano le opinioni, sì proprio quelle che inducono a rime baciate non propriamente di elogio. Tempi di smarrimento e di infima qualità culturale, chi meglio di Roger Trip (advice) può incarnarne lo stereotipo? Il tutto tradotto in un motivo “irresistibile”, il pop con coro incluso. Perché siamo da tempo tangenti alla generazione “popopopo”. E, ad un tratto, l’eccellente apporto di Alessandro Grazian alle corde sottili e ritmiche, ed Emanuele Alosi, alle bacchette e tutto il resto, viene meno. Giulio ed Estremo tornano a confondersi in un’abrasiva versione di Un giorno storico. Una piccola coppa ai suoi piedi, quella di un premio di consolazione, quella che non prevede applausi, quella che, forse, non avresti nemmeno voglia di ricevere…. rilevanza, ti avessi preso prima…

giulio-casale-biko-foto-di-andrea-furlanNon ci sono panoramiche dall’alto, stasera non si vola sulla platea. Ma la maglietta si alza ancora, le gambe sospese in equilibrio, iconica immagine di tanti raduni intrisi di sudore. I tagli sono invisibili agli occhi ma non all’anima. Non canto ed il tempo sembra non essere passato, Le nostre PMI, solo in vinile, perché certi capodanni meglio ricordarli con circolare, vitale supporto. Momenti condivisi, come il Tempo che scorre, e la presenza di Lorenzo Corti sul palco dona, se possibile, ancor di più trame di eleganza ad alto voltaggio.

Un continuo “chiudere e riaprire… inexoraaable!!!”, un cerchio che si chiude, Tutto cadeva, inizio e fine. Vano ed inutile spiegare. Bastava esserci.

Giulio ama Milano, ama la Presenza. Quella delle Persone e non dei personaggi, di chi investe ancora nei versi nonostante il veleno instillato.

In fondo, quel che resta siamo noi.

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Alessandro Grazian

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Emanuele Aloisi

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Alessandro Grazian

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