L I V E – R E P O R T


Articolo e immagini di Cristiano Carenzi

il tour europeo della Gothboiclique è iniziato una settimana fa e tra le tappe scelte c’è (stranamente e per fortuna) anche Milano. Circolo Ohibò insieme ad Humble Agency e Costello’s hanno permesso che Sabato 1 Giugno la crew americana suonasse nel bel paese. Pensando a cosa raccontare mi sono accorto che potrei parlare di questo live e dei suoi esecutori per ore, quindi, sperando di non dilungarmi troppo provo a sintetizzare tutto di seguito. La Gothboiclique, per chi non ne fosse al corrente, è il principale riferimento per la scena Emo trap (appellativo che risulta spesso erroneo e restrittivo ma ormai anche caratteristico) sfociata su Soundcloud negli ultimi anni.

Parto dal dire che, se fossero venuti a suonare un anno e mezzo fa sarebbero stati più o meno il doppio. Sul palco oggi infatti sono in cinque (Yawns, Fish Narc, Horsehead, Coldhart e Mackned) dato che Wicca Phase Springs Eternal è rimasto negli stati uniti “concentrarsi sulla sua salute mentale”, Lil Tracy ha abbandonato il collettivo e Lil Peep, colui che ha fatto accendere i riflettori su questa realtà, è tragicamente scomparso il 15 Novembre 2017. Con sorprendente puntualità alle 21 e 45 salgono sul palco Yawns (in console) e Fish Narc che scaldano gli animi con un piccolo set di quattro brani in cui Fish si limita a ballare e incitare il pubblico (che risponde benissimo). Subito dopo sempre Fish Narc esegue un singolo mentre suona la chitarra elettrica e il concerto ha il suo vero e proprio inizio. Sul palco per tutta la sera ci sarà un membro in console, uno alla chitarra e gli altri ai microfoni ma i compiti varieranno spesso nel corso del live.

Per il secondo brano sale invece Horsehead e canta “I’m Used to that” mentre Fish Narc continua a suonare la chitarra. Ad ogni brano (per i primi quattro ovviamente) sale un membro della crew e il turno successivo è di Mackned che canta “Pick Up The Phone”. L’ultimo a salire sul palco è Coldhart con “Get Dressed” estratta  dal suo ultimo Ep. Ora che sono tutti sul paco si divertono e si alternano per tutta la serata. La scelta di portarsi con sè una chitarra fa in modo che i suoni del live non siano totalmente piatti come capita ogni tanto se si utilizzano solo le basi. Nonostante ogni tanto ci siano state delle imprecisioni causate dalla non perfetta sinconizzazione tra voce, chitarra e basi (si vede che sono all’inizio e non hanno tanti live alle spalle) il concerto risulta gradevole e sicuramente sopra la media di ciò a cui siamo stati abituati negli ultimi anni, soprattutto dai rapper oltreoceano.

Vocalmente sono tutti convincenti, Horsehead in particolare, su “Such a Drag” da il meglio di sè regalandoci una vera e propria perla. Solo Colhart l’ho trovato meno forte vocalmente ma comunque di ottimo livello. Per un’ora e mezza si va avanti così con i membri che sparsi per il palco eseguono i loro brani, rispecchiando perfettamente la loro musica e attitudine; un po’ troppo disordinata (a volte quasi non curata) ma che comunque riesce a convincere senza problemi centrando l’obbiettivo. Dopo tutte queste canzoni però è giunto il momento di ricordare colui che gli ha portati a questo livello: Lil Peep.

Il live diventa più una commemorazione del rapper e vengono eseguiti brani in cui è presente anche lui (anche “Switchblades”, che viene messa semplicemente in play dato che nessuno dei protagonisti della serata fa parte dell’iconico brano). Il pubblico è ancora più scatenato di prima e in un misto di malinconia e gioia i membri salutano e scendono dal palco. Contando il breve set iniziale e il ricordo finale sono passate quasi due ore e gli spettatori (che direi fossero tutti più o meno tra i 18 e i 25 anni) esce soddisfatto da una serata che, sia a livello tecnico che emotivo è stata sorprendente.