R E C E N S I O N E


Articolo di Savino Di Muro

I Julie’s Haircut nascono nel 1994 con una formazione a tre elementi: Nicola Caleffi, chitarra e voce, Luca Giovanardi, batteria e voce, Laura Storchi, basso e voce. Il loro primo album, cantato in inglese, si intitola Fever In The Funk House (1999). Il gruppo si rifà al sound del garage rock più immediato. Il nuovo millennio vede l’ingresso nella line-up del tastierista e polistrumentista Fabio Vecchi. Da una parte aumenta il debito nei confronti dei Sonic Youth, dall’altra s’intuiscono incursioni in territori psichedelici, preludio a ciò che avverrà nelle successive pubblicazioni. Il loro quinto lavoro Our Secret Ceremony (2009) è fatto di canzoni che ricalcano il modello Sonic Youth, però strutturate come suite kraut-rock, che si arricchiscono di sfumature cangianti durante l’incedere. Quattro anni dopo, con Ashram Equinox la band rinuncia alle liriche cantate e offre un vero e proprio tributo al rock teutonico. Invocation And Ritual Dance Of My Demon Twin (2017), segnato da una vena lisergica e visionaria, pone la band in una posizione del tutto unica nella scena rock contemporanea.

Music from The Last Command, nuova fatica dei Julie’s Haircut, nato su invito del Museo Nazionale del Cinema di Torino e Transiti Trento, riguarda la realizzazione di nuove musiche per il film muto del 1928 The Last Command, di Josef Von Sternberg. Rappresenta la seconda uscita  della nuova collana 35mm, dedicata al mondo del cinema, di 42 Records ed è pubblicato solo in digitale e doppio vinile di colore blu (200 copie) e doppio vinile di colore nero (300 copie). I Julie’s Haircut lo hanno presentato dal vivo a Reggio Emilia il 9 giugno scorso all’interno di Fotografia Europea.
Considerato uno dei capolavori assoluti del cinema, noto in Italia con il titolo Crepuscolo di Gloria, racconta la vicenda di un ex generale della Russia imperiale, cugino dello Zar, che, decaduto, finisce a lavorare come comparsa a Hollywood in un film sul crollo della Russia zarista diretto da un ex rivoluzionario con cui aveva avuto a che fare dieci anni prima, durante gli scontri. Nel 2006 è stato selezionato dalla Libreria del Congresso degli Stati Uniti per il National Film Registry. Il protagonista, Emil Jannings vinse, con questa interpretazione, il primo Oscar della storia per la categoria attori protagonisti.

Il lavoro musicale di “Music from The Last Command” si apre con Prisoner Of Love (Opening) per  decollare immediatamente con Hollywood 1928, brano con venature psichedeliche dall’incedere nel classico stile della band. Anche Dress Rehearsals ha il tipico e personalissimo sound dei Julie’s Haircut; gli effetti “pirotecnici” di psichedelia emergono prepotenti, per poi fondersi con le ricerche sonore dei primi Kraftwerk (Ralf & Florian). Make Up è una traccia molto affascinante e delicata, con introduzione al pianoforte e l’aggiunta di un sax che rimanda ai Pink Floyd di Dark Side of The Moon. Russia 1917 è più sperimentale. Si sviluppa in una sorta di “techno psichedelica” molto evocativa. Il brevissimo Arrest! fa da introduzione al successivo The Waiting. Le atmosfere si fanno più drammatiche con una base ritmica che mette in risalto il fraseggio del sax. The Interrogation è uno dei pezzi più belli dell’album. Quasi fusion nella introduzione (Pat Metheny/ Lyle Mays) diviene  folk ma dall’incedere incalzante. Struggente. Headquarters ha una coloratura Reggae/funky mentre Parade è una canzone Funky/R&B con psichedelia sempre presente. Dining With The Enemy richiama alla memoria lo stile delle colonne sonore dei film italiani degli anni ’70 con uno sviluppo kraut (Kraftwerk di The Man Machine). Il sax contribuisce a renderlo particolarmente interessante e conduce al successivo Prison Breakout. La lezione Tangerine Dream aleggia sul brano davvero intrigante. Romancing The Gun è un pezzo quasi country, alla Mark Lanegan, intriso di tristezza con il consueto sax a rafforzarne il crescendo delle atmosfere. Altro singolo tra i più belli dell’opera. The Passion Of Aleksandr ha una durata di oltre sette minuti; ritroviamo un ottimo lavoro di sax ed una melodia che ti cattura sino a trasportarti in un suono rock/progressive (PFM, King Crimson). The Death Of Natalie è ancora una traccia floydiana, mentre Up For Action ha un incedere psichedelico pervaso di country tipico della rock band. Prisoner Of Love (End) chiude con atmosfere sognanti un ennesimo grande disco.

Music from The Last Command è da annoverare sicuramente  tra i migliori progetti musicali usciti quest’anno. Il fatto che si tratti della sonorizzazione di un film non lo penalizza affatto, anzi! I Julie’s Haircut si confermano una grandissima realtà del panorama non solo italiano. Il loro sound è riconoscibilissimo, sono in grado di fondere influenze diverse ma con un marchio di fabbrica che rimane unico.