R E C E N S I O N E


Articolo di Cristiano Carenzi

Il nuovo Ep di Claver Gold è interamente prodotto dai Kintsugi e riprende, come intuibile dal titolo, la storia del “Lupo di Hokkaido“: una sottospecie di lupo che viveva in una fredda isola giapponese prima di estinguersi del tutto nel corso del rinnovamento Meiji. Sia a livello visivo che strumentale si sentono le forti influenze che arrivano dal mondo orientale, inoltre, all’inizio di quasi ogni brano c’è una voce narrante che racconta la storia di questo lupo in lingua giapponese.

Questo progetto è costituito da sette canzoni (in totale dura poco meno di mezz’ora) le quali, una dopo l’altra, con un tono di drammatico attaccamento alla vita (in tutte le sue componenti) ci fa scoprire pian piano la storia di questo lupo, che una volta rimasto solo tenta di sopravvivere e si crea un interessante intreccio tra fantasia e realtà che rende il tutto magico. Si passa dalle fredde nevi alle strade urbane di tutti giorni, da storie più oscure ad altre più immediate, da misterioso a quotidiano. Questa storia è semplicemente un espediente per Claver Gold che, con questo racconto parla di lui, della sua vita e dei suoi sentimenti. Nonostante il tono perennemente dolce amaro, che ricorda il passato ma guarda anche al futuro, il rapper ascolano riesce a parlare di molti argomenti: dalla felicità, all’amore sofferto fino alla solitudine.

Ho trovato molto interessante l’idea con cui è stato scritto questo Ep perché le tracce risultano meno pesanti rispetto a quello a cui ci aveva abituato Claver Gold, che nei suoi dischi, a volte, risulta eccessivamente impegnativo nella scrittura. L’unico elemento che rende ancora un po’ difficile l’ascolto di questo progetto è che, a parte Intro e Outro, tutti i brani durano almeno 4 minuti e il rapper ascolano inizia a rappare dopo almeno un minuto dall’inizio del brano in quasi tutti gli episodi. Diciamo che se anche ciò acquista di senso (dato che all’inizio delle tracce c’è la voce narrante di cui parlavo prima) tende anche ad appesantire parecchio l’ascolto dell’intero progetto. Per concludere possiamo dire che questo Ep è assolutamente interessante; il connubio tra rapper e produttori è azzeccato, il concept è interessante ed è scritto veramente bene. A volte si lascia a qualche barocchismo di troppo ma per il resto ha fatto centro.