R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Una storia pura, semplice, di quelle classiche da film.
Due amici, una cantina e un registratore a far da cornice a Dan Auerbach e Patrick Carney, nati e cresciuti nella cittadina di Akron, uniti dal destino quasi per caso. Nel 2001 Dan prenota lo studio di registrazione per la sua band, i The Barnburners, ma dei componenti non si presenta nessuno. Così Pat prende la palla al balzo, come quei treni della vita da prendere assolutamente, e scende le scale del suo scantinato, prende due bacchette e inizia una jam session rullando sulla batteria improvvisando e dando vita alla prima canzone targata Black Keys.

Dal 2002 il duo di Akron ha cominciato a sfornare gemme di rock con pezzi del calibro Set you free, Thickfreakness, Your touch e I got mine per arrivare fino al 18 maggio 2010, data da ricordare per i due ragazzi. L’uscita dell’album Brothers è la svolta per la band, osannato da critica e pubblico, riceve svariati premi internazionali fra cui un Grammy, lasciando ai posteri assolute perle nel firmamento musicale come Tighten Up, Howlin’ for you e Next Girl.
Il successivo album El Camino conferma (o addirittura migliora) le ambizioni della band in un mix di emozioni e di hit da classifica come Lonely Boy e Gold the Ceiling, portando di fatto la band ad essere la numero uno al mondo, ricevendo valanghe di premi fra MTV e sfoggiando la miglior performance rock ai Grammy del 2013, alzando il premio al cielo come miglior album rock.
Oggi Dan e Pat (scritti rigorosamente in ordine alfabetico), dopo album solisti e collaborazioni varie, escono con un nuovo lavoro che non ha bisogno di essere interpretato o decifrato, ma già il titolo Let’s Rock fa capire il filo conduttore dell’intero album.
Un lavoro spontaneo, senza la super produzione di Danger Mouse, ma con spazio all’improvvisazione, all’essenza del rock e a ciò che Dan Auerbach aveva dentro in questi anni di assenza dalle scene importanti. Un disco pieno pieno di riff da capogiro a cominciare dalla super hit LO/HI, che al solo ascolto vien voglia di prendere subito i biglietti per la prima data del tour, ovunque essa sia, per poterla sentire dal vivo. Grezza, ruvida, accattivante sulle corde e nella voce del cantante di Akron, pronta a far uscire da ogni ascoltatore quella parte un po’ nascosta e un po’ animale da palcoscenico che risiede in noi.

Ma già dalle prime note del brano di apertura Shine a Little Light si possono assaporare le sonorità made Black Keys ultima versione con la calda voce di Auerbach a spadroneggiare su ogni nota. Il mood per l’intero album rimane comunque uno solo: fare ciò che piace al leader vocale del duo.
Sulle note di Go, secondo singolo estratto, impossibile non iniziare a muoversi al ritmo di chitarra imposto da Dan, incalzante ed intrigante allo stesso modo, una danza che prosegue anche sulle note di Fire Walk With Me, il brano che chiude l’album col botto; il pezzo più lungo e decisamente più rock opera dell’intero lavoro.
Il resto è una composizione di buone canzoni ma non eccelse, talvolta un po’ piatte senza quella scossa o adrenalina a cui eravamo abituati come Walker Across the Water oppure Sit Around and Miss You.
Nel complesso un discreto album con picchi rock di ottima fattura ma ben lontano dal capolavoro del 2013. I due amici cresciuti assieme e nati come band quasi per caso, si sono di nuovo dati appuntamento in quella cantina per suonare e hanno dato appuntamento a noi amanti della musica live sotto al loro palco, col naso all’insù per rivedere i ragazzi di Akron suonare come ai vecchi tempi.

Tracklist
01. Shine A Little Light
02. Eagle Birds
03. Lo/Hi
04. Walk Across The Water
05. Tell Me Lies
06. Every Little Thing
07. Get Yourself Together
08. Sit Around And Miss You
09. Go
10. Breaking Down
11. Under The Gun
12. Fire Walk With Me