L I V E – R E P O R T


Articolo di Giuseppe Spanò Greco, immagini sonore di Antonio Spanò Greco

A volte i racconti cominciano dalla fine e soprattutto quando tra fatti e racconto passa un po’ di tempo. In questo caso, oltre che dalle conclusioni del primo weekend dell’ormai imperdibile Ameno Blues Festival organizzato da un gruppo di persone innamorate del blues e rappresentate da Roberto Neri e Claudio Togni, non posso prescindere dal condividere le sensazioni e vibrazioni tramite il favoloso wireless degli sguardi, delle strette di mano, dei saluti e quant’altro la razza umana è capace di esprime con il silente linguaggio del corpo e con il suono di sette note messe in ordine sparso secondo quel che si vuole rappresentare di se stessi e della propria anima.

Henrik Freischlader Band

Domenica 30 giugno, ore 19,00 circa. Per un’ora e mezza ci siamo spellati le mani, o meglio quel che di esse ne restava, godendo dell’incrocio di note, e non solo, tra due grandissimi della chitarra blues Angelo “Leadbelly” Rossi e Roberto Luti. Gioia pura. Il maestro intona, pizzica con la solita immensa sensibilità le corde della sua guitar e l’altro segue inventando fantasmagoriche allegorie di sensazioni e sentimenti sognando e facendo sognare. E quando uno “meraviglia” l’altro gli sguardi e i volti si illuminano di un “blues” più intenso. Magie affascinate e affascinanti da amanti ad innamorati del blues.

Henrik Freischlader Band

Tutta questa poesia ci è stata donata per scaldarci il cuore nelle fredde giornate d’inverno, dopo che nelle serate precedenti l’instancabile popolo del blues è accorso ad Ameno per ubriacarsi con le esibizioni di Henrik Freischlader Band e dei Nico Duportal & the Sparks. Due band – tedesca la prima e francese l’altra – che ci hanno fatto sentire quanto vario ed evoluto è il blues in Paesi di cui poco si conosce delle forme e dell’espressioni verso cui si è spinto il blues. E rispetto quelle che siamo abituati ad ascoltare sui palchi italiani ci è parso molto diverso. Esibizioni comunque impagabili. Altrettanto esaltante si può definire la seconda serata nella quale abbiamo apprezzato l’affermata band di Fabio Marza e la nord americana Honey Island Swamp Band. La band di casa la seguiamo da un po’ e ogni volta che la incrociamo ne apprezziamo la costante crescita umana, musicale, espressiva e tecnica di ogni singolo musicista e del gruppo stesso. Sicuramente merita il successo che sta riscuotendo e… semplicemente fantastici. Gli Honey Island forse erano il gruppo più atteso e si è dimostrato solido e capace di coprire il palco totalmente con la “teatralità”, se così si può definire, tipica della spettacolarità delle esibizioni degli artisti del Nuovo Continente. Musica enormemente contaminata (blues, funky, rock, soul, jazz e chissà cos’altro) che ha inebriato letteralmente la platea. Per amor di sintesi mi viene in mente un solo aggettivo: straripanti!

Grazie Ameno. Buona e Lunga Vita. Always!

Henrik Freischlader Band
Henrik Freischlader Band
Honey Island Swamp Band
Honey Island Swamp Band
Honey Island Swamp Band
Honey Island Swamp Band
Honey Island Swamp Band
Fabio Marza Band
Fabio Marza Band
Fabio Marza Band
Fabio Marza Band
Fabio Marza Band
Nico Duportal & The Sparks
Nico Duportal & The Sparks
Nico Duportal & The Sparks
Nico Duportal & The Sparks
Nico Duportal & The Sparks