R E C E N S I O N E


Articolo di Cristiano Carenzi

Malaeducaty è il nuovo progetto di Uochi Toki e collocarlo in qualsiasi genere o ambito musicale risulta davvero impossibile; anche metterlo tra coloro che vanno controtendenza non risulta efficace per spiegare questo progetto alquanto particolare. Il disco è composto da diciassette tracce con strumentali composte semplicemente da bassi e rumori. Ovviamente non si tratta di quel tipo di rumori quasi soavi che troviamo spesso nella musica noise, in questo caso si tratta di suoni molto più “hard” e distorti.

Su queste strane basi Uochi Toki si districa col suo rap che sfocia spesso in uno spoken word dettato da una metrica e da un flow veramente unico e particolare. Il format con cui sono strutturate le canzoni (ma anche le basi, il flow e alcuni concetti) mi ricordano molto alcune canzoni dello stato sociale come Questo è un grande paese o Il sulografo e la principessa ballerina, solo che portate all’eccesso. Dopo averlo ascoltato molte volte (non è per niente un disco facile) mi sono reso conto che sono stati due i fattori che ho apprezzato maggiormente in questo disco: la prima è che si nota chiaramente come la scrittura sia la colonna portante di tutto. Le basi e il flow passano in secondo piano concentrandosi sul testo, che spesso risulta molto interessante. Riguardo ciò spicca sicuramente Digei Graff (che ho trovato veramente geniale) in cui l’autore dice semplicemente che i protagonisti di diverse serie tv, libri e film siano in realtà i personaggi peggiori con la scrittura più diretta possibile. L’altro fattore vincente di Malaeducaty è la libertà artistica che si porta con sé, si sente che, essendo musica veramente fuori da qualsiasi canone, sia stato fatto semplicemente per puro piacere dell’autore nello scriverlo e nel comporlo.

In un mercato come oggi che è saturo come mai capitato prima, l’unica cosa che si può fare è mettersi una mano sul cuore, rilassarsi e fare musica per il semplice gusto di farla che tanto “sfondare” come tutti sperano di fare è quasi impossibile. L’unica critica che mi sento di fare di fronte ad un progetto così particolare è che ho trovato comunque impegnativo l’ascolto per intero del disco (diciassette brani non proprio leggerissimi) e che spesso dovessi dividerlo in due ascolti, dato che, nonostante siano belli e particolari il flow e le metriche sono praticamente uguali per l’intera durata del disco. Nonostante ciò Malaeducaty se ne esce a testa alta, senza paura di giudizi e senza paranoie di fare tanti streaming su Spotify e quindi per me, solo per questo, è un ottimo progetto.

Tracklist
01. Basta poesia!
02. Poesia quantica
03. Onigiri
04. Res ort
05. Vegan* stammi vicin*
06. Stallo alla messican*
07. Innocuo
08. Le sigarette
09. Lingua memese
10. Fascia d’età
11. Cambia domanda
12. Revisionare l’amore
13. Fate il ladro fate l’estetica
14. Digei graff
15. L’archetipo dell’imballabile
16. Grazyae
17. La macchina del tempo libero