L E T T U R E


Articolo di Giuseppe Spanò Greco immagini sonore di Antonio Spanò Greco

Sulle polverose strade del blues capita di tutto, ma proprio di tutto, come incontrare una buona armonica blues incollata alle labbra di un ragazzo blues che inonda di note blues ogni evento di cui è protagonista, e scoprirlo scrittore di un libro che parla di Zen e di mistiche meditazioni mescolate al blues suonato, cantato ma soprattutto intimamente vissuto. Zen Blues è un viaggio quasi impossibile durante il quale si passa dalle calme acque della mistica orientale alle impetuose cascate del blues più autentico. Il tutto servito con aneddoti personali, parole di saggezza e brividi di inquietudine.

Non è un noir e nemmeno un giallo, ma un libro che insegue il pensiero dell’interconnessione di due strade, la mistica orientale e la “musica del diavolo”; due strade apparentemente distanti tra loro ma che il nostro amico Giorgio Pinna vive sullo stesso spartito.

Le note si incrociano e danzano allo stesso ritmo di un caldo e scalpitante blues, e l’autore ci fa dono di questa esperienza con un testo permeato dalla scoperta, dallo studio e la pratica zen, accompagnati dalla migliore espressione musicale attraverso cui si possa raccontare il proprio vissuto: il blues appunto.

L’intero testo è attraversato da una parola “magica”: consapevolezza; una parola semplice solo in apparenza perché le sue varie accezioni rimandano a un concetto complesso, a una condizione non facile da definire, né da maturare.

La consapevolezza di cui Giorgio ci parla non consiste nel sapere ciò che si sta facendo in un determinato momento, ma è qualcosa di più essenziale, intimo e profondo che potrebbe arrivare a provocare una altrettanto profonda rivoluzione in noi stessi.

Se è evidente che la sua piena maturazione non è così immediata, è altrettanto evidente che nessuno ci costringe ad affrontarla, così come nessuno ci costringe a suonare il blues o altri generi. Ma proprio come i bluesman raccontano le proprie esperienze preoccupandosi solo di tramandare, a chi le vuole ascoltare, l’essenza di passioni e sofferenze personali, lotte, successi e sconfitte, così lo zen consente di curare il proprio spirito portandoci a indagare l’essenza della nostra esistenza.

Senza andare oltre – non vorrei mai togliervi il gusto della lettura – vi invito ad avventurarvi in questo viaggio accompagnati dall’entusiasmo di Giorgio che descrive la sua personale e suggestiva interpretazione del blues accostata all’altrettanto appassionato racconto del proprio percorso zen.

Chi ha assistito a un suo concerto live potrà avere l’impressione che queste pagine siano accarezzate dalla sua voce e dalla sua armonica. A sostenere il ritmo della lettura sembrerà di avere in sottofondo la sua musica. Anzi, vi do un consiglio: se avete i suoi cd (il secondo dei Fog Eaters intitolato Blues Alive! At lo Stran Palato, chiaramente dal vivo, è davvero coinvolgente) ascoltateli mentre leggete Zen Blues. Se non li avete, fate felice Giorgio ordinandoli insieme al libro o andate a cercare i suoi video su you tube. Per me è stata un’esperienza elettrizzante…e se presterete attenzione a come canta e suona non potrà non sfuggirvi una lacrima di tenera emozione.

Buona vita sempre.