L I V E – R E P O R T


Articolo di Elena Di Tommaso, immagini sonore © Monelle Chiti

È stato un venerdì impegnativo e non sono sicura di voler affrontare 35 km per andare al Bloom stasera, peraltro con una nebbia così fitta che solo chi vive in Brianza conosce! Mi armo di coraggio e parto perché sono proprio curiosa: finalmente “il piccolo principe” del cantautorato italiano è tornato dopo 3 anni dal suo ultimo lavoro Canzoni per metà e ho proprio voglia di sentire che ha da dire. Cosa c’è di meglio quindi di una “data zero” dalle prevendite già esaurite che precede le date di Milano (3 dicembre) e Roma (5 dicembre)?!
Ci siamo, lo storico e accogliente locale è già gremito ma riesco a farmi strada per cercare una posizione comoda.

Sono le 23:00 in punto, tutto è pronto e dal buio del palco spunta lui, Giuseppe Peveri, in arte Dente, con tutta la band al seguito.
Dopo un emozionato e veloce saluto di benvenuto tra potenti luci rosse che irradiano il palco, si comincia con uno splendido tuffo nel passato con l’intimità di “Parlando di lei a te”. Fin dai primi brani ritorna chiaramente alla mente il motivo del successo del cantautore emiliano: il suo personalissimo linguaggio, essenziale e ricercato, è la chiave per esprimere emozioni semplici ma mai banali, capace com’è di evocare con poche parole, un immaginario fantastico, in bilico tra un’atmosfera sognante e la tragica realtà.


Tra un brano e l’altro Dente torna a parlare col pubblico e non perde l’occasione, durante tutto il live, di alimentare lo scambio e l’interazione con esso, attraverso il suo classico fare (auto)-ironico che gli fa ammettere: “sì, è vero, sono bravo!” e “lo so che voi siete venuti qui perché vi piacciono le canzoni tristi… e questo in realtà è molto triste!” e dall’altro lato riceve risposte, sorrisi e applausi.
Il coinvolgimento e il calore si percepiscono sin dai primi brani e si fa via via più intenso; il cantante non si risparmia destreggiandosi tra chitarra e tastiere. Intona “Fatti viva” e sembra di essere in una balera nel bel mezzo degli anni ’60 la sera d’estate, non si fa poi mancare le maracas durante la coinvolgente esecuzione di “Invece tu”. La produzione è molto ben strutturata e gli arrangiamenti conferiscono una luce nuova, brillante e più corposa ai brani, regalando ad ognuno la giusta atmosfera. Senza mai strafare si evocano mondi sognanti tra adattamenti delicati e suadenti, melodie nostalgiche o giochi di note sulla tastiera.


Tutt’intorno le luci provengono da supporti “a nido d’ape” che, così assemblati, sembrano formare dei grandi fiori che avvolgono la band in una sfaccettata e simbolica dimensione immaginaria.
Il quinto brano della setlist è “Adieu”, il nuovo singolo che anticipa il prossimo album che uscirà nel 2020, un brano pop malinconico che affronta il tema dell’addio con un linguaggio talmente semplice e immediato da farne una canzone liberatoria. Su “Buon appetito” il pubblico non si trattiene e canta a squarciagola. L’entusiasmo persiste anche per i pezzi successivi. “Un fiore sulla luna” è un brano che l’artista preferisce eseguire con animo struggente in piano solo: gli ossimori si rincorrono ed è impossibile non chiudere gli occhi di fronte all’intensità di questa versione e se per un attimo si riaprono si scopre che quel “fiore” Dente ce l’ha stampato sulla camicia, e sembra dialogarci mentre suona la tastiera.


Si va avanti, in una scaletta ricchissima, con il nuovo singolo “Anche se non voglio” che narra della consapevolezza di essere “uno” e “tanti” al tempo stesso, e proseguono i siparietti comici con il pubblico che esplode ancora con le prime note de “La presunta santità di Irene” e “Baby building”.
A questo punto tutti i componenti escono di scena ma non ci vuole molto per convincerli a tornare per gli ultimi 3 brani prima dei saluti finali. E la conclusione è degna di nota: sentori romantici evocano sentimenti contrastanti e riconfermano il senso di genuino stupore che trasuda dai suoi brani.
L’ultima canzone è “Vieni a vivere” che Dente esegue al piano con una delicatezza disarmante, perfetta per la buonanotte.
Sono contenta di aver scelto di venire: Dente è ancora quel narratore musicale che desidera raccontare momenti di vita quotidiana e che con semplicità, una poetica pungente e un velo di tristezza, riesce a regalare delle immagini e delle emozioni in cui ognuno di noi non può fare a meno di impersonarsi. Le sue “canzoni sentimentali” non sono più tanto sussurrate e soffuse ma in questo live è più che evidente la sua identità pop.
La nebbia non ha  oscurato il mondo di Dente, lo ha solo reso ancora più magico.


SETLIST:
Parlando di lei a te
Canzone di non amore
Chiuso dall’interno
Incubo
Adieu
Cose dell’altro mondo
Fatti viva
Invece tu
La settimana enigmatica
Ti regalo un anello
Buon appetito
Da Varese a quel paese
Voce piccolina
Un fiore sulla luna
L’ago della bussola
Anche se non voglio
La presunta santità di Irene
Baby building
Saldati
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A me piace lei
Coniugati passeggiare
Vieni a vivere