L E T T U R E


Articolo di Mario Grella

Jens Harder è un fumettista e illustratore piuttosto particolare non molto conosciuto dal grande pubblico, nonostante sia stato il vincitore del premio ricevuto al Festival d’Angouleme nel 2010, uno dei più ambiti nel mondo del fumetto, che, per ricordarlo “en passant” in Francia è un genere letterario con tirature da capogiro. Nello scorso mese di agosto in Francia è stata pubblicata la seconda edizione di “Cité. Lieux vides, rues passantes”, un taccuino di viaggio “sociologico-urbano” di rara intensità. E’ lo stesso Harder, berlinese di nascita, ha spiegare nella bella post-fazione al volume, che il segno grafico offre una capacità meditativa che alla fotografia sfugge; la possibilità di indugiare nell’attenzione descrittiva verso un particolare è la caratteristica del disegno, assai meno “neutro” di una istantanea fotografica.

Nel volume sono raccolti i disegni di venti anni di peregrinazioni urbane attraverso quattordici città: Beijing, Gerusalemme, Novossibirsk, Basilea, Lima, Il Cairo, Lucerna, Napoli, Marsiglia, Lione, Edimburgo, Montréal, Nantes e Berlino, dove Harder ha studiato grafica alla Kunsthochschule e dove vive. Il volume non è una guida alle città ma molto di più, un trattato sulla archeologia, sulla architettura e sugli insediamenti urbani. Harder è affascinato dalla città, spazio della contraddizione e delle possibilità, concentrato di energie e ricettacolo di problemi, spazio vitale per eccellenza. Non si tratta di un racconto ma di istantanee su momenti dati, attimi, atmosfere.

E’ il caso di citare “Gerusalemme”, dove la capacità descrittive del segno di Harder, sezionano momenti di storia della “Città di Dio”, ma anche tratti psicologici dei suoi abitanti. L’autore crea, grazie al disegno una sorta di passerella cognitiva che trasversalmente collega momenti della storia, osservazioni artistiche, credenze popolari. Non si tratta di un racconto lineare, ma di una narrazione che procede per illuminazioni su particolari tematiche o aspetti urbanistici, sociali, politici. E’ il caso della descrizione visiva di un graffito che nella città vecchia di Gerusalemme spiega la complessa stratificazione storico-culturale della città. La cronaca entra nella descrizione di Napoli, con la Camorra che impone dazi ed estorce denaro per il transito su strade pubbliche. Nulla di nuovo per noi italiani si potrebbe dire. Nel cahier di Harder entra anche la meraviglia per la nuova architettura cinese, e le considerazioni su come un regime tanto rigido sia riuscito nell’intento di modernizzare un paese pur tra stridenti contraddizioni.

Ma quella di Harder è anche una geografia umana, ricca di caratteri, personaggi, relazioni. Entra qui in gioco il multiculturalismo di Montreal, o il mondo dei tifosi della squadra di calcio del Basilea. Un volume di grande originalità anche per la scelta stilistica: un segno grafico prevalentemente bi-cromatico, senza fronzoli e di grande efficacia, ma che non disdegna di diventare dettagliato o analitico in alcune occasioni. Non uno “stile” unico insomma, ma uno stile diverso per ogni città, un’idea assolutamente originale per il mondo della “bande dessinée” e per la “graphic novel”.
Il volume è facilmente reperibile tramite l’onnipresente Amazon e nelle più fornite librerie francesi. Per ora nessuna notizia di una edizione italiana.