A P P U N T I  D A  N O V A R A J A Z Z


Articolo di Mario Grella

Ultimo appuntamento dell’anno per Taste of Jazz all’Opificio, con tanti amici di NovaraJazz e con la quasi consueta presenza del Sindaco Alessandro Canelli che, occorre ammetterlo, ha sempre dato supporto al festival novarese e che sotto il continuo pungolo di Corrado Beldì, continuerà a darne. Corrado ha anche colto l’occasione per annunciare che il premio “Taste fo Jazz 2019” è stato conferito al pianista Simone Quatrana. E i musicisti? Un gruppo collaudato, di grande professionalità, perfettamente amalgamato, quello del Paolo Fabbri Jazz Ensemble con Gianni Belletti al filicorno, Tommaso Uncini al sax alto, Massimo Manni Villa al piano, Massimo Erbetta al contrabbasso, Davide Stranieri alla batteria e appunto, Paolo Fabbri al sax tenore, sax baritono e flauto.

Quando si butta sul piatto della bilancia Duke Ellington, Thelonius Monk, Charlie Parker, Wayne Shorter, Oliver Nelson, poi resta poco da dire o da scrivere. Però si può parlare del “feeling” che una band o un ensemble sa creare con il pubblico. E anche qui il Paolo Fabbri Jazz Ensemble ha parecchio da insegnare. Provano gli strumenti, salutano gli amici, e poi “one, two, three, four…” e giù musica “come se non ci fosse un domani”. Paolo Fabbri, fisico asciutto da atleta, occhio fisso sullo spartito, detta tempi e modi e i cinque prontamente seguono ed eseguono, a cominciare dal suo aiutante di campo Gianni Belletti. Sono loro due i giovanotti del gruppo e, a dire il vero, sembrano averlo capito anche gli altri ragazzi, ubbidienti e disciplinati.


Scherzi a parte gran bel jazz pre-natalizio in un Opificio euforico, ma concentrato anche sulla musica oltre che sull’ottima cucina. Finisce così un anno di NovaraJazz difficilmente ripetibile, con 93 concerti (avete letto bene) e il grandioso appuntamento della European Jazz Conference di settembre che ha portato a Novara organizzatori di festivals da mezzo mondo. Ma nel jazz i bilanci si fanno poco e si guarda sempre altrove, lontano, in tutte le direzioni. E’ questo uno dei suoi grandi pregi.

Photo credit: Mario Grella