R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Il primo ascolto è un po’ come il primo bacio; non si scorda mai! Ed è impossibile non ricordarsi delle prime note di Superman, brano di apertura del nuovo album dei Sunset Sons, dal titolo che sembra un mix tra futurismo e Sci-Fi, Blood Rush Déjà Vu.
Già, le prime note potrebbero far pensare ad un ritorno dei Kings of Leon in grande stile; le sonorità simili e la voce a dir poco uguale al cantante Caleb Followill, fanno da preludio ad un bel lavoro in studio, senza però intaccare il loro spirito ribelle e unico.

Insomma, assomigliano tanto ai KOL, ma non sono una loro cover band, anche perché le origini sono diverse, pur avendo lo stesso produttore.

I Sunset Sons nascono ufficialmente nel 2014 ad Hossegor, in Francia, inizialmente suonando pezzi dei Queen of the Stone Age, fino a scrivere materiale proprio. Scelta azzeccata a posteriori! Dopo aver suonato a numerosi festival e fatto da spalla a gruppi come Imagine Dragons e Nothing But Thieves, il gruppo francese decide di chiudersi in studio e realizzare 9 brani inediti, 9 pezzi che li avrebbero sicuramente portati alla ribalta.
Dicevamo all’inizio del brano inaugurale, Superman, una melodia molto made in America al ritmo di “shame on, shame on me”. Che dire, c’è tutto in questo pezzo, c’è l’anima dei Sunset, c’è la malinconia e la dolcezza, la ballad rock e la lacrima che scende lungo il viso. Un brano scritto, ricercato e trovato, che fa breccia facilmente.
Secondo pezzo e si volta leggermente pagina col brano Say Hi, un ottimo concentrato di acoustic guitar e battito a quattro mani per darne il tempo.

Le qualità canore di Rory Williams non si discutono, e lo dimostra nel terzo brano Eyes Wide Open, con una intro alla Nickelback simile a Lullaby, ma che si sviluppa in tutt’altro modo. Il contributo degli altri due componenti della band, Jed Laidlaw alla batteria e Pete Harper al basso, è notevole. Simulano alla perfezione l’armonia e il giusto timing per una canzone di questa portata.
La magia nasce e cresce vorticosamente nel brano Favourite Mistake, un trionfo di voce e chitarra al grido di “I’ll be your favourite mistake”, chiaramente una love song dai contorni transalpini.

Si chiude col botto, e non è una frase fatta! Heroes è senza dubbio la carta vincente dei Sunset Sons, il lasciapassare per la vittoria. Una vera chicca per gli amanti delle ballad indie, una dichiarazione di amore vero (“we used to see heroes, you and i, when we look into each other’s eyes”), un vincolo forte che può superare ogni difficoltà. Le difficoltà di coppia, la dura legge della sopravvivenza in questo mondo ricoperto di tenebre oscure. Solo tenendosi per mano si può vincere.
Si finisce col più potente dei brani presenti in questo lavoro, una sorta di tributo ai Pearl Jam con chiari riferimenti anche ai Foals. Il giusto finale da sparare a tutto volume per non dimenticare.

Esatto, questo lavoro non si dimentica, non si può dimenticare. È amore a prima vista, al primo ascolto. E il primo ascolto… non si scorda mai!

Tracklist:
01. Superman
02. Say Hi
03. Eyes Wide Open
04. Take Control
05. Problems
06. Favourite Mistake
07. Heroes
08. One Of A Kind
09. Alien