R E C E N S I O N E


Recensione di Antonio Sebastianelli

But morality is grey” (Moses Sumney)

Tre mesi separano la prima parte di Grae dalla seconda. Tre mesi in cui è accaduto di tutto. Il mondo si è risvegliato preda di una pandemia, ha rallentato, si è quasi arrestato, per poi timidamente ripartire proprio in questi giorni. Le otto tracce della parte due rappresentano molto bene questo momento. I ritmi rallentano notevolmente e spesso l’impressione è quella di essere immersi in una sorta di sacco amniotico in cui Moses ha disciolto la propria anima, la linfa vitale della sua musica in costante mutamento.


In questa seconda parte il grigio (grae appunto) e la sfumatura la fanno da padrone, insieme alla voce; sempre in primo piano, ma capace di fondersi con gli altri elementi sonici in scena. Riverberi e accenni cameristici, elettronica minimale, soul e nu jazz.  Voce e suoni che germinano immagini e veicolano pensieri. La molteplicità della propria persona elevata a paradigma esistenziale. Two Dogs ne è un fulgido esempio come ribadito nelle lyrics del testo e si dibatte languorosa tra sussurri e carezze. Il palpito soul e notturno di Bystanders si muove a cerchi concentrici come anelli di fumo e risale lentamente dal profondo come il ridestarsi di una preghiera dimenticata. Lucky Me ci trasporta a Twin Peaks; lo stesso sottile incanto e magia. Me In 20 Years è un colpo al cuore. Sumney si fa tutt’uno con la propria paura e getta un improbabile ponte che unisce Prince al Jeff Buckley di Live At The Sin-è. Keeps Me Alive pur avvolta da una magnifica aria black, lo richiama apertamente nella sua spoglia e nitida lucentezza. Ma se vogliamo davvero azzardare un paragone, lo immagino come una sorta di Billie Holiday futurista e non paia irriverente il confronto. La grana della voce e quel sottile dolore che traspare nell’esecuzione, senza mai essere esibito, mi sembrano davvero simili.

La complessità musicale e la stratificazione produttiva, l’estrema cura dell’intero lavoro, vengono esibiti quasi con nonchalance, con quella leggerezza di tocco che è dominio dei grandi. Senza se e senza ma, uno dei dischi dell’anno.

Tracklist:
01. Two Dogs
02. Bystanders
03. Me in 20 Years
04. Keeps Me Alive
05. Lucky Me
06. and so I come isolation
07. Bless Me
08. before you go