R E C E N S I O N E


Articolo di Stefania D’Egidio

Sono stati protagonisti assoluti della scena underground rock degli anni ’90 e sono vivi e vegeti, tornando a distanza di 21 anni con un nuovo album, La Rivoluzione del Giorno Prima, pubblicato il 17 aprile da Bagana/Pirames International, sotto la regia di Marco Tondini, nel cui studio hanno registrato, e di Enrico La Falce per il mixaggio.
Ripresentarsi dopo un così lungo periodo potrebbe sembrare agli occhi di qualcuno un azzardo, ma i Tribali hanno sempre suonato per il puro piacere di suonare e non per compiacere il pubblico, così dopo alcuni live, si sono ritrovati a provare brani e, uno tira l’altro, ne è venuto fuori un nuovo lavoro.

La Rivoluzione del Giorno Prima è una sferzata ironica a quella generazione che avrebbe potuto cambiare tutto, ma si è adagiata sugli allori, vittima, come Narciso, della propria immagine riflessa.
Scaglia e soci non sembrano aver perso il vecchio smalto e il riferimento al “monologo del Dottore”, magistralmente interpretato da Gian Maria Volontè in una famosa pellicola degli anni ’70, svela un’indole militante mai sopita, nel pezzo che apre la tracklist così come anche in Cortina.
Un album tostissimo, fatto di ritmi serrati, incursioni nel punkrock, in Le Cose Succedono, quasi una dichiarazione di intenti (“io non voglio vivere in memoria di me”), e qualche sfumatura di grunge in Autunno.
Testi crudi e incisivi, come in Resurrezione Show, cover italianizzata di un brano dei Killing Joke, “oh amata madre di libertà vieni da me, cancella le mie impurità, portami con te”, nel rispetto della tradizione tribale, quella che ha fatto di loro una band culto in un periodo di grosso fermento artistico, forse l’ultimo dal punto di vista musicale.
C’è spazio anche per una sibillina dichiarazione d’amore alla propria città in Milano Muori, “vorrei essere lontano da qui/amo questa città tanto che la vorrei morta”, e un po’ di hardcore in Jim Jarmusch, omaggio al regista americano.
Chiude una versione piano e voce di Buonanotte, pezzo scritto dal buon Edda e tratto dall’album Mantra del 1994.
Dopo due decadi i Ritmo Tribale hanno dimostrato che c’è ancora posto per loro nel panorama musicale attuale, riuscendo nell’intento di riprendere un discorso mai interrotto senza tuttavia cadere nella trappola di diventare la cover band di se stessi.

Voto: 10/10

Tracklist:
01. Intro
02. Le cose succedono
03. La Rivoluzione del giorno prima
04. Resurrezione Show
05. Milano muori
06. Jim Jarmusch
07. Cortina
08. Autunno
09. Buonanotte