R E C E N S I O N E


Articolo di Stefania D’Egidio

l’Albero nasce dal progetto solista di Andrea Mastropietro, in precedenza già componente del gruppo The Vickers con il quale aveva solcato i palchi di mezza Europa, compreso quello del Primavera Sound Festival di Barcellona nel 2014. Dopo l’album di debutto Oltre quello che c’è, accolto favorevolmente dalla critica, e l’EP Allegria del marzo scorso, è uscito in novembre Solo al Sole, edito da Santeria Records, registrato da agosto a dicembre 2019 tra Lari, Bologna e Firenze.

L’artista ha sfornato per l’occasione undici tracce, di cui due strumentali, Il mattino ha l’oro in bocca e Noia e Illuminazione. Apre la title track, che mi aveva subito colpito per il giusto connubio tra la melodia dal sapore anglosassone e la scrittura di ispirazione cantautorale, impressione poi confermata dai restanti brani. Senza cali di tensione tutto il lavoro si trascina tra atmosfere al contempo leggere e profonde, che svelano il grande bagaglio culturale di Mastropietro: tanti sono gli artisti che, di volta in volta, vengono evocati nell’album; se da un lato, infatti, lo strumentale sembra portare indietro ai tempi dei Fab Four, dall’altro il songwriting ricorda i mostri sacri della musica italiana degli anni ’60-’70, da Battisti a De Gregori, da Battiato a Tenco, così come la voce oscilla a metà tra Pino Daniele e Ivan Graziani. Mai banale questo lavoro, ricchissimo di sfumature, dall’uso del sax suonato alla James Senese, alle chitarre acustiche e agli slides di chitarra elettrica, ai sintetizzatori analogici, il tutto combinato con una maestria tale da renderlo classico e moderno allo stesso tempo. Nei testi poi possiamo ritrovare l’eterna battaglia tra bene e male, tra morte e rinascita, la voglia di lasciarsi andare, la ricerca di un nuovo inizio, come in Dalida, dichiarato omaggio a Luigi Tenco, e ancora la fine delle illusioni giovanili, l’incertezza dei tempi moderni, la precarietà dei desideri, la finta libertà che finisce per diventare schiavitù. Insomma, a voler leggere tra le righe, sembra che l’autore stia cercando nella musica una via di fuga catartica dall’immobilità della vita quotidiana, sognando “isole lontane/laghi bianchi e favole”.
Undici brani per rinascere, lasciarsi andare, sperare in un futuro migliore che ci consenta di fare solo ciò che è davvero importante. Come dargli torto? Mai come in questo momento se ne sente il bisogno…

Voto: 9/10

l’Albero è riuscito ad esprimere in note ciò che Calvino aveva scritto a proposito di “leggerezza”, intesa non come superficialità, ma come il planare sulle cose dall’alto, senza macigni sul cuore, ed è questo che la musica dovrebbe fare, farci guardare la vita con occhi nuovi e da una prospettiva diversa…e poi, consentitemelo: si può fare del pop anche senza dire stupidaggini in rima!!!

Tracklist:
01 Solo al Sole
02 Dalida
03 Cenere
04 Quando viene sera
05 Oh mia Diletta
06 Noia e Illuminazione
07 Volo 573
08 Vengo a prenderti
09 Tutto ok
10 Il mattino ha l’oro in bocca
11 Parlami di te

 

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