R E C E N S I O N E


Recensione di Simone Catena

The Weather Station è un progetto fresco e sperimentale della cantautrice Tamara Lindeman, il nucleo è formato da ben sette musicisti di spessore, che creano un sound incantevole e di stampo alternative folk rock. Tamara leader e frontman principale oltre alla voce, si cimenta anche al pianoforte e chitarra. La band si forma a Toronto nel 2006, la patria di realtà importanti e grandi gruppi storici, l’esordio nel 2009 con The Line li lancia in un percorso di grande fattura, con una risposta enorme da parte del pubblico. Dopo alcuni cambi di formazione e una serie di dischi interessanti, tornano sulle scene con questo nuovo lavoro Ignorance. Prodotto per l’etichetta americana Fat Possum Records, il disco apre a un grande spirito di rinascita, soprattutto nello studio curato e approfondito dei brani, diversi e lineari tra loro. Tried to Tell You è il primo singolo rilasciato negli scorsi mesi. Nella struttura da subito si intuisce il tiro alternative, con tinte che si avvicinano al dream pop, alla scoperta di luoghi nascosti e sognanti. Il videoclip, diretto proprio dalla cantante, ritrae una persona smarrita assediata da miracoli e visioni di pura fantasia che scavano nel passato interiore di ognuno di noi, per poi reagire con rabbia e indifferenza.

Il mondo reale si trasforma in quello artificiale, dove la natura si ribella lasciando spazio a tesori nascosti e di incredibile bellezza, che spesso ignoriamo.
L’apertura dolce e sensibile di Robber, culla il pianoforte dentro una stanza sommersa d’acqua, dove il timbro vocale gioca con il sassofono su cambi virtuosi stupendi. Troviamo anche un secondo videoclip per questa song, che ritrae la band all’interno di un bosco fiabesco e autunnale.
Segue Atlantic con un tempo di batteria lineare e ripetitivo per un tappeto sognante. Parking Lot  sposta le sonorità su qualcosa di più personale, ci sembra di ascoltare una vecchia hit anni 60, in perfetta sintonia con la carismatica Stevie Nicks nei suoi toni leggeri, l’unica differenza è che qui abbiamo un aggiunta di effettistica new wave che tendono al pop. Sulle note sospese di Loss ci inoltriamo in un brano allegro e spensierato, che brilla di luce intensa e genuina. Una composizione precisa dal gusto semplice e facile da ricordare. Nel ritornello centrale cori angelici brillano nel cielo, per rendere tutto più prezioso.
Sull’onda dei brani sensibili senza troppi giri di parole, la danzante Separated si sposa appieno a questo nuovo lavoro, con uno schema molto naturale e essenziale. La linea vocale è un insieme di sentimenti ricercati, in pieno stile Florence and the Machine, un’altra band inglese che lavora molto su questo stile commerciale, ma attuale.
Wear accende la luce, per una take matura ed enorme, con l’ingresso del piano nella parte centrale il brano prende quota e si abbandona sotto un cielo stellato. Verso la conclusione, ci soffermiamo su una ballata di ricordi che marchiano il tempo e la nostra vita. Trust è il grido d’aiuto per non arrendersi mai, anche durante uno dei periodi più oscuri, lottando su ogni fronte fino alla fine. In Heart tornano le tematiche più orecchiabili, già affrontate per seguire una scia magica, oltre la ritmica quasi dance non c’è molto da ricordare. Chiudiamo in grande stile con Subdivisions per cuori solitari che amano perdersi nell’infinito, in grande armonia.
Ignorance è un disco essenziale, una grande conferma per una band misteriosa, che allo stesso tempo crea una gabbia di suoni ricercati senza annoiare. Un album che segna un passo importante per la loro carriera.

Tracklist: 
01. Robber
02. Atlantic
03. Tried to Tell You
04. Parking Lot
05. Loss
06. Separated
07. Wear
08. Trust
09. Heart
10. Subdivisions