R E C E N S I O N E


Recensione di Simone Catena

La band americana Sleater Kinney torna sulle scene con un nuovo album in studio, seguendo le orme alternative rock del precedente The Center Won’t Hold del 2019. In questa nuova fatica Path of Wellness,prodotto per l’etichetta statunitense Mom+Pop si toccano sonorità più pop commerciali, per una grande sfida che la band intraprende con un tiro magnetico. Questo è il primo disco senza la batterista Janet Weiss, una delle fondatrici di questo nucleo nel lontano 1996. Nonostante questa brusca separazione, il duo Corin/Carrie non perde la grinta e collabora con alcuni musicisti locali di Portland. Questo lavoro forse non sarà ricordato nell’immediato, a causa delle sonorità differenti e sperimentali, ma a tratti il passato ruvido e distorto riesce a tornare in modo eccellente. Di sicuro con un ascolto approfondito, troveremo al suo interno, una grande visione artistica.

L’album viene anticipato dal singolo leggero Worry With You, che mette in mostra il forte legame di amicizia e di ricordi stupendi. Le sonorità nuove e orecchiabili danzano leggere, sul tiro dream pop avvolto dal groove incantevole, del basso e di un synth corposo. Infine la linea vocale si sposa alla perfezione con la ritmica godibile del ritornello. Ma andiamo nel giusto ordine con l’apertura della title track Path of Wellness, incentrata su un virtuosismo irregolare della voce e su una danza diretta e ritmata delle percussioni. Poi sul giro macchinoso del basso, si avvolge una distorsione veloce e il sound si sposta su qualcosa di anni 70 stile Patti Smith. Segue il riff pesante sulla parte iniziale di High in the Grass, per poi lasciarsi andare su una melodia sensibile e delicata. Il bridge lancia un chiaro segnale sulle nuove idee inserite nelle composizioni, cariche di gran gusto sonoro e di ottima fattura. Method invece è un brano misterioso, che gioca molto sul delay graffiante e sulla sezione vocale coinvolgente di Corin. Mentre su Shadow Town si cerca di seguire il nucleo portante, che arriva da molto lontano, su una grande qualità visionaria della band e ci culla sulle onde sonore viaggianti.

Nelle seguenti due tracce Favorite Neighbor e Tomorrow’s Grave, tornano minacciose le distorsioni cosmiche, impreziosite da un piano struggente e particolare. Qui il sound tocca band di nicchia come gli americani Yeah Yeah Yeahs, lasciando però il giusto spazio ai passaggi più indie pop con un tiro acido e energico. Dopo la breve traccia personale di No Knives, incentrata su voce sussurata e il rumore sporco di fondo, ci colleghiamo a Complex Female Characters. Una composizione ricca di spunti interessanti, con una forte ispirazione al suo interno, nel finale le vibrazioni martellanti esplodono nel vortice delirante. Verso la chiusura troviamo un’opera adatta a una colonna sonora anni 80. Down the Line cavalca a dovere, le nuove personalità delle ragazze di Olympia. Il tempo grandioso della batteria si incastra alle due linee vocali stupende, per chiudersi nel ritornello magico. L’album infine si spegne con Bring Mercy una sorta di ballad matura e ricercata, che si tinge di prezioso sul giro incredibile della chitarra. Una giusta conclusione dolce e raffinata.

Un gradito ritorno tanto atteso e suggestivo. Nelle undici tracce di questa nuova perla prendono vita le diverse sonorità del gruppo, sopra un tappeto sensibile e carismatico alla ricerca di nuovi orizzonti meno complessi, per arrivare in modo più naturale al pubblico.

Tracklist:
01. Path of Wellness
02. High in the Grass
03. Worry With You
04. Method
05. Shadow Town
06. Favorite Neighbor
07. Tomorrow’s Grave
08. No Knives
09. Complex Female Characters
10. Down the Line
11. Bring Mercy