Le contiamo sulla punta delle dita: 5 domande ai nostri artisti, il tempo di batter 5 et voilà, in 5 minuti le risposte.

I N T E R V I S T A


Articolo di E. Joshin Galani

Gina la Gatta di casa è un libro illustrato per bambini, testo di Alessandra Fabrizio e disegni di Stefania D’egidio. Insieme hanno realizzato questo racconto per bimbi reale, dolce e delicato. Ecco le 5 domande per conoscerle meglio.

Una storia educativa di amicizia ta due gatti che hanno vite completamente diverse ed un cane. Uno dei messaggi per i bimbi è sicuramente la relazione nelle diversità. Il vostro è sicuramente in direzione di un’educazione che non discrimina!
Alessandra: Sicuramente il libro vuole dare un messaggio di accettazione dell’altro, qualunque sia la provenienza sociale e lo stile di vita, la diversità come arricchimento e la non necessità di avere tutto per sentirsi felice.

Un altro insegnamento e riflessione per i più piccoli è legato alla comprensione delle diverse modalità di vita ed al valore delle cose che si hanno. Che rapporti avete con il mondo dell’infanzia?
Alessandra: Il rapporto con l’infanzia? Direi non sentirsi mai adulto fino in fondo. Io a volte penso davvero di essere ancora la Alessandra di 6-7 anni che parlava con tutti gli oggetti che aveva intorno (o forse iniziavo a soffrire di schizofrenia!! 😀 ) Da piccola animavo tutte le cose che trovavo in casa come scatole, forchette, cuscini, praticamente tutto ciò che usavo nella vita quotidiana prendeva vita ,non ho mai giocato con giochi tradizionali, spesso mi costruivo giocattoli con quello che trovavo in giro. In parte perché i miei non avevano la disponibilità di comprare tante cose come oggi succede per molti bambini e allora davo sfogo a tutta la mia fantasia e devo dire che non mi annoiavo mai! Oggi i ragazzi sono sempre annoiati, si stufano di tutto, lo vedo spesso con i miei nipoti ed è per questo che con loro mi sono trovata spesso a creare storie, travestimenti, libri parlanti! Mi piace molto ironizzare e spesso molte favole tradizionali le ho raccontate in maniera diversa e i miei nipoti quando poi le hanno ascoltate nella loro autenticità erano confusi! 😀 Sicuramente la mia versione era molto più divertente! Quindi che dire credo fermamente che, come nel Libro Il Piccolo Principe, gli adulti non capiscono mai niente da soli e noi bambini siamo sempre costretti a spiegar loro le cose….ecco se il nostro cuore restasse sempre un po’ bambino molte cose sarebbero comprese e finalmente vedremmo ciò che è essenziale e che è visibile solo con il cuore…

Il libro è illustrato, si evidenzia anche nei disegni un tratto fumettistico ed grande amore per i felini, che tecniche hai usato?
Stefania: Per quanto riguarda la tecnica, essendo appassionata di fumetti fin dall’infanzia, alterno sempre acquerelli e penna a china.  

C’è stata un’ispirazione nel trasferire in disegno un racconto, dalla vita reale piuttosto che ad altri disegnatori oppure hai semplicemente immaginato il racconto e tradotto in disegno?
Stefania: Leggendo il libro di Alessandra ho cominciato ad immaginare i personaggi e ho pensato che Gina avrebbe potuto avere le sembianze del mio gatto, in modo da studiarne le pose, e per Ugo, invece, volevo un cane che sembrasse un po’ goffo e buffo, quindi ho iniziato a cercare su internet fotografie di bassett hound, che è una razza che mi piace molto. Dalle foto poi ho creato il personaggio. Lo stesso per Musetto, che doveva sembrare un po’ malconcio, come i gatti che, purtroppo, arrivano ogni giorno nei gattili di Milano e hinterland.

Qual è stata la genesi di questo progetto a due mani?
Alessandra: L’idea di lavorare con Stefania c’è stata perché lei è la mia amica dai tanti talenti! Ci conosciamo da molto e seppure abbiamo fatto una università scientifica, amiamo tutte e due i libri, il cinema, la pittura, la musica e lei poi ha una manualità eccezionale e quindi da una semplice battuta fatta due anni fa mentre eravamo in libreria a Milano, abbiamo pensato e alla fine realizzato questo progetto. Non so se riusciremo a collaborare ancora insieme per un nuovo racconto, perché purtroppo il lavoro ci impegna davvero tanto, ma continuerò a raccontare storie a tutti i bambini che avrò modo di incontrare nella mia vita, perché spero possano rallegrarli e rasserenarli come sono stati per me i tanti racconti letti da bambina.
Stefania: Per quanto riguarda la nascita del progetto a 4 mani, essendo due che fantasticano fin troppo, ogni tanto ci lasciamo prendere dalla frase “sarebbe bello fare questo…”

Gina, la gatta di casa lo trovate a questo link