R E C E N S I O N E
Recensione di Lucio Vecchio
L’album Tape Songs, edito da Filibusta Records, è il primo progetto firmato da Dario Troisi in formazione di trio. Tape Songs nasce dalla passione che Troisi nutre per i nastri. Tutto è partito da lì, dal sound tipico degli anni ’50 e ’60, che rappresenta le sue radici musicali. Ma anche da quegli stessi oggetti fisici, dalle tecniche di registrazione dell’epoca, dai vecchi banchi di missaggio analogici con cui i Tape Songs sono stati prodotti. Ma è possibile suonare il jazz di oggi utilizzando le tecniche e le atmosfere del jazz di ieri? Da questa domanda scaturisce il disco, con brani che mettono al centro della composizione tutte le influenze dei grandi autori e dei generi che più hanno caratterizzato il percorso musicale del pianista, iniziando dalle radici affondate nel blues tradizionale, per arrivare all’essenziale eleganza di Ahmad Jamal e passando per il cool jazz, Paul Bley e Thelonious Monk.

Negli otto brani proposti dal trio trovano posto quattro composizioni originali dello stesso Troisi (Quartale, Vieux carrè, Lentone e Homeless) e quattro omaggi ad altrettanti compositori quali Jimmy Van Heusen (Like someone in love), Billy Reid (I’ll close my eyes), Dave Samuels (Sadie’s dance) e Cole Potter (Easy to love). Quattro brani attuali e quattro del passato a simboleggiare la tradizione che si fa modernità senza per forza stravolgersi in una rappresentazione paritetica fra le due anime. Le atmosfere come già accennato, sono quelle tipiche del cool jazz newyorkese dei fifties and sixties. La cura degli arrangiamenti e delle sonorità sono il marchio di fabbrica di Tape Songs, proprio come si usava fare in quegli anni.
Nel disco trovano posto swing, improvvisazione ed appassionati assoli che catturano l’ascoltatore. Assieme a Troisi suonano gli ottimi Giuseppe Talone al contrabbasso e Massimiliano De Lucia alla batteria, un trio di musicisti collaudato che crea una grande alchimia. Tape Songs è sicuramente un’opera piacevole che si snoda fra nuove composizioni e standard, che si lascia ascoltare e godere fin dal primo play. Originale è anche il layout della cover del disco che riproduce un dettaglio di un’opera di Alfonso Benadduce, autore e pittore romano. Nel bianco si snoda un filo scuro ingarbugliato che si dipana verso sinistra in quarta di copertina, incorniciando con gusto artisti e titolo dell’opera in un semplice stampato maiuscolo.
Dario Troisi – pianoforte
Giuseppe Talone – contrabbasso
Massimiliano De Lucia – batteria
Tracklist:
01. Quartale
02. Vieux carré
03. Like someone in love
04. Lentone
05. Homeless
06. I’ll close my eyes
07. Sadie’s dance
08. Easy to love


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