R E C E N S I O N E


Recensione di Riccardo Provasi

Un nuovo album è indubbiamente sempre una sfida, quando sei interessato a fare un lavoro che non sia solo sputar fuori qualche nuova hit, ma anche rielaborazioni degli stessi brani. E tutto questo è difficile anche se sei Noel Gallagher, ex componente di una delle band più famose ed amate al mondo. Ed ecco che, come molti dei suoi colleghi, Noel ha preso le canzoni che aveva scritto da solo, durante il famigerato periodo del lockdown, e le ha portate nel suo primo studio personale Lone Star (non è un nome a caso) per costruire Council Skies. Si può dire che tutto l’album sia in diretta prosecuzione con il passato post – Oasis dell’artista di Manchester, sebbene il tutto si discosti dai lavori precedenti come Who Built The Moon? (2017), in cui la spontaneità era stata sacrificata da un lavoro in studio decisamente minuzioso e ingombrante.

Subito, sì diciamolo subito: Council Skies è un buon album, sia sotto il profilo dei testi che della musica vera e propria. Sempre dolce, energetico e speranzoso, le chitarre acustiche guidano tutta l’opera. Si parla di vita, di rinascita, di malinconia e ovviamente di cielo. Vediamo un Noel che sogna i suoi ricordi, i suoi fantastici anni ’90, in cui Manchester era tutto per lui. È un invito a non mollare mai (e lo dice dal primo ritornello). La prima traccia risulta forse particolarmente orecchiabile, quasi scritta a tavolino per un’ottima diffusione, in parte in contrasto con l’atmosfera più cupa e “post punk” del resto della composizione. Si sentono molto i Cure, i The Smith, qualche accenno ai mondi più dannati di Bauhaus e Joy Disivion. È in sostanza un album molto alla moda, seppur interessante da ascoltare. Pretty boys, per esempio, seconda traccia e singolo già ci riporta negli anni ’80 inglesi, come l’armonia cupa e dannata di Dead to the world, traccia successiva. Abbiamo poi brani e influenze che ricordano ovviamente l’arte più personale e nota di Noel, in cui l’anima Oasis si insinua tra le corde, come in Open the Door See What You Find, Trying to Find a World That’s Been and Gonee o Easy Now, le tracce centrali dell’album. Si ritorna a atmosfere più sperimentali e cupe con Council Skies, seppur più simile ad una linea vocale tipica di Sting per poi chiudere con un ulteriore brano “all’Oasis”, Mind games, in cui si sente espressamente l’ispirazione di John Lennon.

Indubbiamente un album interessante, ricco di spunti e di sonorità, in grado di mostrare anche lati di Noel che ancora la sua arte precedente non ci aveva mostrato.

Tracklist:
01. I’m Not Giving Up Tonight (4:02)
02. Pretty Boy (4:48)
03. Dead To The World (4:09)
04. Open The Door, See What You Find (3:59)
05. Trying To Find A World That’s Been And Gone Pt. 1 (2:58)
06. Easy Now (3:53)
07. Council Skies (4:39)
08. There She Blows! (3:57)
09. Love Is A Rich Man (4:21)
10. Think Of A Number (5:44)
11. We’re Gonna Get There In The End (4:10)

Photo © Matt Crockett

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