R E C E N S I O N E
Recensione di Andrea Furlan
«È troppo tardi per spegnere gli amplificatori, lasciamo che questo sogno ribelle si prenda quel che resta di noi, siamo i bambini di ieri, con le chitarre rosse». Ritorna finalmente Graziano Romani con un nuovo disco di inediti, il 24° considerando la sua trentennale carriera solista e i quattro fondamentali album con i Rocking Chairs, la storica band reggiana, da lui fondata, che nella seconda metà degli anni ’80 aveva appassionato i fan di Bruce Springsteen, John Mellencamp, o band come i Del Fuegos, ispirandosi allo stesso poderoso linguaggio rock dei songwriter americani. Still Rocking riparte proprio da quegli anni, il primo indizio lo fornisce la copertina, che ricorda immediatamente quella di Freedom Rain del 1989, dove il rocker emiliano imbraccia la stessa Rickenbaker, la chitarra dei Byrds, per intendersi, e naturalmente di Tom Petty and the Heartbreakers.

L’album ha un impatto potente, incisivo, lascia il segno. I sette brani autografi più i tre presi in prestito dai Chairs, opportunamente riveduti e corretti, e una cover di Petty fotografano un’artista in piena forma che mantiene fede alla sua storia e a tutto quello che ha rappresentato per il rock italiano. La sua cifra stilistica, una magica miscela di rock, soul e venature folk, ha i suoi punti di forza nella voce dal timbro profondo, black, che a ragione è stata definita la migliore voce rock italiana, e nel sound vigoroso, perfettamente rodato in anni di esibizioni dal vivo. Cuore, corpo e anima sono la linfa da cui sgorga la passione autentica di Romani per un rock robusto, viscerale irrobustito dai fiati come potrebbe esserlo quello di una E Street Band ubriacata di R&B.
«Grazie alla Musa, che mi ha visitato lo scorso ottobre e mi ha così profondamente ispirato nello scrivere nuove canzoni». Dopo essersi dedicato, in anni recenti, a progetti riguardanti il mondo dei fumetti (la quadrilogia dedicata a Zagor, Tex, Mister No e Diabolik), a un doppio live e a un corposo omaggio ad Augusto Daolio, voce dei Nomadi, gli è tornata la voglia di riaccendere la fiamma dei tempi migliori e riallacciare il discorso che si era interrotto ai tempi di Painting Over Rust (2004), Confessions Boulevard (2006) e lo stupendo album di cover Between Trains (2008) La ruggine, si sa, non dorme mai, e nel momento opportuno torna in superficie.
Attorniano il rocker emiliano l’amico e compagno di una vita Max Marmiroli ai fiati, responsabile di tutti gli arrangiamenti, Franco Borghi alle tastiere, (entrambi hanno militato nei Rocking Chairs sin dall’inizio), Follon Brown alla chitarra elettrica, il fidato Lele Cavalli al basso e Nick Bertolani alla batteria.
Still Rocking onora i Chairs e quell’idea di concepire il rock di cui Romani è sempre stato convinto portabandiera, un’idea se vogliamo romantica, che ha avuto pochi eguali in Italia. Lo fa in grande stile, a cominciare dall’iniziale My Starless Sky che contiene tutti gli elementi che rendono unico e riconoscibile il suo stile: il ritmo deciso, gli assolo incisivi dell’elettrica, il contributo importante del sax, la linea melodica coinvolgente. I muri di una fabbrica sono coperti di graffiti, è quasi buio, piove, quando il mondo sembra essere preso d’assalto e il sogno svanire, è dura restare in carreggiata, ma in tanta desolazione c’è un solo conforto, l’amore, unica luce in un cielo senza stelle. La narrazione è concisa, con pochi efficaci tratti descrive in prima persona l’ambiente della working class, della gente comune, cui la musica offre riscatto e redenzione.

Nessuno ha la bacchetta magica, ma qualcosa si può fare per uscire dallo stallo. L’indicazione la fornisce Kozmic Pendulum, la mia preferita: basso e batteria, seguiti dall’Hammond e il wall of sound dei fiati sono le necessarie premesse di un solido rock sporcato di R&B. La danza è cominciata, batti il tamburo al ritmo del cosmo, il tempo non aspetta, anche se ti senti solo e perduto le sedie a dondolo ondeggiano ancora, «ce la faremo ad arrivare in paradiso, molto prima che suonino le campane dell’inferno». È la forza di chi non si arrende, nemmeno nelle circostanze più difficili, un messaggio di coraggio e speranza che invoglia a non fermarsi, a trovare una ragione in cui credere.
È la stessa materia dei sogni di gioventù rivista alla luce della saggezza guadagnata con l’esperienza del tempo vissuto. Land Of Plenty And Sin è una ballata coinvolgente che riflette sulle tante contraddizioni di questo mondo, «non c’è tempo per il dolce rock’n’roll, meglio non mollare, non è rimasto niente da vincere, nella terra della ricchezza e del peccato». Intrisa di soul fino al midollo, It’s Never Really Over prosegue sulla stessa lunghezza d’onda, «anche se ti senti perduto, trova la speranza di un nuovo inizio, non è veramente mai finita, esci e provaci». Sempre in tema di ballate, Pure Lovin’ ha l’intensità emotiva di una preghiera incendiata dalla carica esplosiva del sax di Marmiroli che in un balzo ti fa volare sul bordwalk, dalle parti del New Jersey.
Ciliegina sulla torta è la cover di No Reason To Cry del compianto Tom Petty. Il brano è un gioiellino incastonato in Mojo e Romani vi si accosta con tatto e delicatezza, la sei corde acustica si accompagna alla fisarmonica di Borghi e il solito Marmiroli lavora di cesello, un risultato pregevole che esalta la dolcezza del testo e lo avvolge in un’elegante atmosfera folk.
Right From Wrong (da No Sad Goodbyes del 1990), il primo dei tre brani dei Chairs, si trasforma in un reggae incalzante, un nuovo abito per un messaggio forte da sottolineare: «la gente lotta per quello in cui crede, un giorno tutto il male guarirà, abbiamo imparato dal male?». Wound And Scars e Truth Is Told provengono invece da Hate And Love Revisited del 1991, ahimé ultimo lavoro della band. Posta in chiusura, Truth Is Told è toccante come l’originale, inizialmente è il solo pianoforte ad accompagnare l’intensa voce di Romani, poi si accende nel finale con il sax di Marmiroli che soffia con trasporto.
Still Rocking è l’espressione di un grande talento da collocare sullo scaffale alla voce “grande rock italiano”, senza ombra di dubbio tra gli album migliori mai prodotti da Graziano Romani. Musica che fa muovere testa e gambe e fa battere forte il cuore!

Tracklist:
- My Starless Sky
- Kozmic Pendulum
- Land Of Plenty And Sin
- It’s Never Really Over
- Right From Wrong
- This Guy Lucifer
- Pure Lovin’
- No Reason To Cry
- Wounds And Scars
- Summer’s Almost Gone
- Truth Is Told




![Sonia Spinello con Sonia Candellone – Time don’t move [anteprima video + intervista]](https://offtopicmagazine.net/wp-content/uploads/2026/04/Spinello_Candellone_ETEREA-©Riccardo-Botta.jpg)

Rispondi a Graziano Romani in concerto l'8 settembre 2024 al Feel Rouge Café di Ternate (Va)Annulla risposta