R E C E N S I O N E
Recensione di Sabrina Tolve
Arrivo a questo disco – libro – spettacolo, in ritardo di mesi.
Ma si è antifascisti tutti i giorni, e tutti i giorni è resistenza, e dunque si è sempre in tempo per parlarne e discutere.
Gli Yo Yo Mundi ci hanno abituato da sempre ad uno sguardo attento alla storia, alla memoria. Già il 25 aprile 2005 avevano pubblicato Resistenza in occasione del 60º anniversario della Liberazione. Il disco contiene la registrazione dello spettacolo La Banda Tom e altre storie partigiane tenutosi al Teatro Municipale di Casale Monferrato il 15 gennaio dello stesso anno. Per Resistenza si parla di un lavoro discografico in cd audio, e un DVD contenente immagini della serata, interviste ai protagonisti, testimonianze di partigiani, fotografie e videoclip.
Quest’anno, il nuovo progetto si chiama Partigiani sempre!, un altro lavoro che affonda le radici nella storia della resistenza italiana e si immerge profondamente nelle vicende tragiche e eroiche legate alla strage di Benedicta, avvenuta il 7 aprile 1944, quando i nazifascisti eliminarono circa 154 partigiani – e non solo: l’album esplora anche eventi simili, come la cattura di 400 partigiani al Passo del Turchino il 19 maggio, di cui fortunatamente circa 200 riuscirono a fuggire.

Alla base di questo lavoro c’è la parola eloquente di Massimo Carlotto, noto autore italiano. La sua voce narrativa permea l’album, portando in vita la tensione, la determinazione e la sofferenza dei partigiani. La colonna sonora è stata magistralmente composta dagli Yo Yo Mundi, in collaborazione con Maurizio Camardi, che aggiunge un tocco di autenticità con l’uso di strumenti come il duduk e il tin whistle.
L’album si apre con È sempre 25 aprile, una traccia che cattura l’attenzione con suoni di duduk ed elettronica, mentre le voci di Paolo Enrico Archetti Maestri, Chiara Giacobbe e Daniela Tusa intrecciano parole toccanti. Viva la Quinta Brigada è la versione italiana del brano di Christy Moore, eseguito con strumenti come il tin whistle, il banjo e l’ukulele. La traccia Aironi presenta le intense voci di Lalli e Archetti, accompagnate dall’arpeggio di chitarra elettrica, synth e sax.
Ma Partigiani sempre! è più di un album musicale. È piuttosto un monumento alla memoria storica, evidenziato dal libriccino di quarantotto pagine che lo accompagna, con copertina e illustrazioni di Ivano A. Antonazzo. Questo libretto ci conduce in un viaggio doloroso attraverso la storia, concludendosi con un racconto sulla strage in Romagna, illustrato da Tinin Mantegazza. È un appello accorato alla resistenza, un richiamo a non dimenticare mai le atrocità del passato.
In un’era segnata dall’incertezza e dalla barbarie – perché di questo si parla, anche se ci fa comodo voltarci da un’altra parte -, gli Yo Yo Mundi ci ricordano che il sangue versato è il seme della terra, e che la Resistenza è un valore intramontabile. Con passione e coerenza, ci guidano attraverso un viaggio che fonde arte e conservazione del nostro passato, enfatizzando l’importante messaggio che la storia non deve mai essere dimenticata.
In un’Italia che sembra sempre più nera, opere come Partigiani sempre! sono più rilevanti che mai.
E come cita Partigiani sempre, l’omonimo brano:
Disse un paesano ad un maiale:
“Che guaio, ‘sti fasci m’han preso il pollaio”
ed il maiale rispose al padrone:
“Pensa che a me, m’han rubato anche il nome”.
E com’è risaputo, meglio essere porco che fascista. Ora e sempre Resistenza.
Tracklist:
01. È sempre 25 aprile
02. Il silenzio che si sente
03. Krak Karmir
04. Viva la Quinta Brigada
05. 6 aprile ‘44
06. Aironi
07. C’è una foto che continuo a guardare
08. Sei che vai su (Nei boschi della Benedicta)
09. Dalle belle città
10. Missak Manouchian
11. Elide
12. En fuyant la lumiere du our
13. Partigiani sempre
14. Nino Pedretti
15. La storia e la memoria
Photo e cover © Ivano A. Antonazzo





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