R E C E N S I O N E
Recensione di Lucio Vecchio
DMD Live Al Vapore Jazz Club è un nuovo disco targato Not.A.Mi. Chi legge le mie recensioni avrà notato che difficilmente mi dilungo ma qui le cose da mettere in fila sono parecchie, quindi mettetevi comodi che si comincia. Innanzi tutto chi è Not.A.Mi? Le Edizioni Musicali e Discografiche Not.A.Mi, site a Civitanova Marche, nascono dall’entusiasmo e dallo spirito d’iniziativa di due giovani appassionati e cultori di musica, attivi a loro volta in diverse formazioni cameristiche: Antonio Ciccotelli e Michelangelo Mattii.
DMD è il nome acronimo del trio formato da: Daniele Di Gregorio (Malletkat) – Massimo Manzi (Batteria) – Giacomo Dominici (Contrabbasso) che per l’occasione si sono fatti coadiuvare dallo special guest Massimo Morganti (Trombone). Come avrete intuito il disco è stato registrato live Al Vapore, lo storico locale di Marghera attivo da ben trentacinque anni, nell’ottobre del 2022 sotto l’attenta guida del sound engineer Alvise Valier. Bene, elencati gli ingredienti di ottima qualità, passiamo alla presentazione del disco.

DMD Live Al Vapore Jazz Club è composto da sei lunghi brani che mettono in luce il piacere e il gusto dei musicisti di suonare insieme. Il progetto discografico nasce dall’idea di condividere l’esperienza con un pubblico ben più ampio di quello che ha assistito al concerto dal vivo. Tutto gira intorno al malletkat, un vibrafono midi da cui Di Gregorio estrae una moltitudine di suoni che ampliano gli orizzonti del quartetto, moltiplicandone le prospettive.
Il disco si apre con Minor Blues, brano con cui la formazione butta subito le carte sul tavolo presentandosi in maniera esemplare. Di Gregorio mette in luce le potenzialità del suo malletkat alternandosi con il trombone di Morganti, entrambi supportati da un’ottima sezione ritmica. Il brano, di oltre dieci minuti, risulta di piacevole ascolto con molti cambi di fronte ed un finale dove trova spazio anche un duetto fra contrabbasso e batteria, che dialogano in maniera sottile ed equilibrata. Per il secondo brano il quartetto si affida ad uno standard: Beautiful Love, una song scritta da Victor Young, Wayne King ed Egbert Van Alstyne nel 1931. Negli anni questo pezzo è stato suonato e reinterpretato da tantissime formazioni, ad esempio il trio di Bill Evans (Bill Evans, Scott LaFaro, Paul Motian) o il trio Michel Petrucciani, Jim Hall, Wayne Shorter che la inclusero nell’album Power of Three del 1987. La versione originale era in 3/4 e fu eseguita dall’orchestra di Jay Wilbur sempre nel 1931. Nel live Al Vapore il brano viene rivisitato e diviso in due sezioni dove nella prima parte è il trombone a farla da padrone, dopo una intro carica di effetti, per poi passare sullo sfondo lasciando la scena alla marimba. Segmenti è il titolo del terzo brano che si contraddistingue per una lunga intro di Di Gregorio che setta il suo malletkat con suoni che ricordano a tratti una tromba, a tratti un piccolo organo, e che regalano un momento molto onirico. Il finale è affidato ad un altro assolo, questa volta di batteria, dove Manzi è libero di esprimersi facendo divertire il pubblico. La intro di Tears Over Me viene affidata allo struggente contrabbasso di Dominici che lo suona sottovoce estraendone l’anima sentimentale con note acute prima di scendere nel profondo ad introdurre il trombone. Questa volta il malletkat si trasforma in un piano con sonorità simili ad un Rhodes. Le atmosfere sono ovattate, quasi fumose, rimpianto di qualcosa che ormai non è più a far scorrere le lacrime. Direi uno dei brani più riusciti del disco. Di stampo completamente diverso è Minoranze: una composizione di Massimo Manzi che riporta in alto il ritmo dando una scossa al pubblico. Il pezzo si sviluppa tutto intorno ad un tema che viene introdotto da trombone e marimba per lasciar spazio alle improvvisazioni dei quatto musicisti e ad un bellissimo assolo di batteria, prima di tornare al tema, come avviene nelle migliori tradizioni jazz. Il finale è riservato ad un altro standard degli anni cinquanta: Green Dolphin Street, composta da Bronisław nel 1947 per la colonna sonora dell’omonimo film, basato sul romanzo del 1944 di Elizabeth Goudge. Anche in questo caso lo schema si ripete: una prima parte magistralmente suonata con il malletkat ci ricorda un coro alla Manhattan Transfer e viene mantenuto per tutto il brano facendo da tappeto quando è la volta del trombone a salire in cattedra. Sul finale alcuni assoli di batteria colorano ulteriormente la song.
Il cd scorre, assieme ai pensieri e alle suggestioni che ogni brano suggerisce. Grazie a questo disco anche chi non era presente Al Vapore può godere delle sonorità che il quartetto ha proposto, in una serata in cui il divertimento e l’interplay dei musicisti, particolarmente ispirati, hanno fatto la differenza.
Tracklist:
01. Minor Blues (10:50)
02. Beautiful Love (14:16)
03. Segmenti (13:24)
04. Tears Over Me (11:20)
05. Minoranze (09:10)
06. Green Dolphin Street (10:28)




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