R E C E N S I O N E


Articolo di Laura Savoini

Il 17 novembre è uscito Humanize, album che segna il ritorno della carriera da solista di Andrea Appino, già noto principalmente come voce e penna del gruppo toscano The Zen Circus. Questo concept album ha impiegato otto anni per prendere vita ed è nato con uno scopo preciso: definire l’umanità.
In Humanize sono proprio gli esseri umani a raccontarsi; Appino cede loro la parola e su 23 tracce, 9 sono skit numerati dove ciò che ascoltiamo sono estratti di interviste che compongono una narrazione corale sulla vita e il suo significato.
Le restanti 14 canzoni sono lontane dalle musiche a cui eravamo stati abituati negli album Il testamento (2013), e Grande raccordo animale (2015), tuttavia non mancano certo I punti di contatto; come dimostrato in Del nostro avvenire, che potrebbe essere identificata come Il testamento di Humanize.

Entrambe le tracce con i loro toni malinconici ci portano in una dimensione che ci fa guardare dall’alto le nostre vite, e se ne Il testamento ciò che percepiamo è la necessità di Appino di raccontarsi, con Del nostro avvenire è come se ci trovassimo di fronte a un quadro dove viene raffigurata la collettività umana, nella sua affollata solitudine.
Invece, con i suoi “sei litri di vino” la canzone Genio della lampada ricorda tanto la birra che in Rockstar non si sa come pagare: nei due testi ritroviamo quel cantautorato tanto caro ad Appino, che in Genio della lampada viene unito a una base elettronica, molto sperimentata nell’album, per raccontarci l’amore, nel modo più neutrale possibile, senza descriverlo come la peggiore delle disgrazie o come la ragione stessa dell’esistenza, ma, come anticipato nelle interviste di #hmnz4: liberi dalla vicinanza, come quel  “sentimento più forte…che va più di moda tra gli esseri umani…un insieme di reazioni chimiche…una cosa che non esiste”. Al tema dell’amore viene accostato quello della morte, immancabile nella discografia di Appino. La fine di un ragazzo riprende il genere dell’elettronica, che alternata alla musica del pianoforte, descrive la disillusione che oggigiorno domina la realtà; quest’indifferenza si tramuta in rabbia pura sulle musiche di Enduro, che un po’ come Che il lupo cattivo vegli su di te, parte da una sorta di anti-filastrocca per adulti, nata per descrivere la violenza insita nella natura umana. Il brano presenta tutte le caratteristiche di un pezzo trap e non lascia spazio alla speranza: dalla violenza non c’è possibilità di fuga,
A chiudere l’album è Ora, sette minuti di musica prog in cui si affronta il dolore causato dal distacco con le persone amate.

Come dichiarato da Appino, in questi otto anni solo quelle canzoni che davano la sensazione che mancasse la terra sotto I piedi potevano essere inserite nel progetto e con Ora è proprio questo ciò che si prova.
Humanize va contro la frenesia della contemporaneità, si prende il suo tempo per parlare agli umani degli umani, quello che lascia alla fine è certamente un sapore dolceamaro nei confronti di un’umanità per cui non si prova né pena né orgoglio, satura di rabbia, sofferenza, ironia, amore e tristezza.
Appino potrebbe chiudere questo cerchio nel disincanto più cinico e invece sceglie di lasciare due parole ben specifiche a conclusione dell’album “È magia”, se sia questa la risposta alla domanda cosa ci rende umani? spetta a chi ascolta deciderlo.

Tracklist:
01. hmnz#1: sprovveduti e sconosciuti
02. DEL NOSTRO AVVENIRE
03. METTI QUESTA AL MIO FUNERALE
04. hmnz#2: lo status quo
05. È SOLO UNA BOMBA
06. CARNEVALE
07. LA FINE DI UN RAGAZZO
08. hmnz#3: società anonima
09. ENDURO
10. hmnz#4: liberi dalla vicinanza
11. GENIO DELLA LAMPADA
12. hmnz#5: debito pubblico
13. QUANDO MI GUARDI
14. hmnz#6: algoritmia
15. INTERMEZZO: E TALI RIMARREMO
16. IL MONDO PERFETTO
17. hmnz#7: non tutti i lupi sono capobranco
18. L’ADUNATA DEI DISINTERESSATI
19. CREATURA
20. hmnz#8: immagine e somiglianza
21. ETÀ DELLA PIETRA
22. hmnz#9: l’ombra di un’incertezza
23. ORA

Photo © Giacomo Francesconi

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