R E C E N S I O N E


Recensione di Sabrina Tolve

Caterina Dufì, conosciuta come Vipera, non è nuova in ambito artistico. Il suo primo EP, Tentativo di Volo, nel 2021, aveva già accennato alle sfumature artistiche della cantautrice salentina, ma è nel 2022 che la sua voce si fa più ferma: crea infatti con Eugenia Delbue L’intrico dei rami di alberi differenti ha svelato due modi distinti per vedere il cielo, composizione per voce ed elettronica, un atto poetico a due nato durante la Residenza per Artisti Tagli, sullo Stromboli; realizza poi Trafitto, un’impromptu creativo che fonde voce, synth, drum machine e campionatore, che si presenta come una narrazione clinica e nitida, appositamente concepita per accompagnare quadri visivi. La genesi dei testi è qui radicata in un processo centrato sulla descrizione, con l’occhio che esplora il rapporto con l’oggetto, impegnandosi in un’osservazione intenzionale e utilizzando suggestioni bilingue inglese-italiano. Nel 2022 lavora anche all’installazione audio-visiva Prima di fare fuoco per una stanza ottagonale, composta da field-recordings incisi su nastri e da una decorazione pittorica. Quest’opera è stata realizzata durante la Residenza Artistica Ucreate ed è stata esposta da luglio a ottobre 2022 nel Castello di Corigliano d’Otranto.

Nel 2023 realizza I sassi dell’Elba, con Daniele Carcassi, uno sceneggiato radiofonico nato come raccolta di lettere, brani musicali e poesie; pubblica poi la serie di disegni chiamata Serie di ossidiana, con alcuni elementi esposti nella mostra Sassifraga a Milano nel febbraio 2023, curata da Tagli.
Il debutto discografico ricalca quanto già accennato precedenza nelle sue sfumature visionarie, e si rivela un viaggio emozionante attraverso un territorio sonoro e poetico complesso. Acerbo e divorato manifesta di certo una maturità più consapevole della cantautrice salentina, ed evoca già dal titolo un’atmosfera di cruda intensità. L’ascoltatore viene trascinato in un mondo in netta distorsione che si presenta in un delicato equilibrio tra dissonanza e consapevolezza. Il disco si rivela essere un’opera riflessiva, cosciente di frizioni e attriti, che ne amplificano la sensibilità.
Il testo introspettivo e poetico si erge come pilastro fondamentale di questo progetto, dove i versi, intrisi di molteplici livelli di significato, si muovono attraverso registri linguistici diversi, citazioni, stralci di poesie e lingue straniere, creando un tessuto verbale ricco e caleidoscopico. La strumentazione eterogenea si sposa perfettamente con la varietà di temi trattati, dalle dissonanze agli andamenti più delicati.

La struttura dell’album segue un ordine che rispecchia una sorta di scala cromatica emotiva, con ogni brano che ha il suo colore distintivo. Questa scelta stilistica offre una guida all’ascoltatore attraverso una serie di esperienze sonore che variano dal piano allo spigoloso, dal gelido al commovente.
La poesia comunque sembra il punto di partenza dell’intero lavoro, e il processo creativo si sviluppa organicamente partendo dalla voce. La poetica del disco si arricchisce ulteriormente con l’uso di riferimenti a poeti come Giovanni Giudici, Amelia Rosselli, e Claudia Ruggeri, o al regista e artista concettuale Bas Jan Ader, che aggiungono un ulteriore livello di profondità ed enfatizzano la connessione tra l’azione artistica e la documentazione di sé stessi.
In Acerbo e divorato, Vipera non solo offre un album di grande raffinatezza musicale ma anche un’esperienza completa, dove l’ascolto, la poesia e l’elemento visuale si intrecciano in modo armonioso. Un lavoro che si lascia esplorare, scoprendo nuove sfaccettature ad ogni ascolto e che conferma Vipera come un’artista da tenere d’occhio nel panorama musicale contemporaneo.

Tracklist:
01. Il Matto
02. Il Macedone
03. Trasparente (intermezzo uno)
04. Sogno steso al sole
05. Eredità
06. Strategia
07. Anime (intermezzo due)
08. L’allodoletta

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