R E C E N S I O N E
Recensione di Alberto Calandriello
È uscito a metà ottobre scorso il terzo album di Sabrina Napoleone, cantautrice ed artista genovese, colonna portante dell’Associazione Culturale Lilith insieme alla sodale Cristina Nico, entrambe punti di riferimento ormai conclamati della scena musicale ligure.
Cristalli sognanti è un album nato in modo solitario ed introspettivo e poi via via apertosi a collaborazioni e scambi. Un percorso che trae spunto dalle esperienze personali e collettive di questi ultimi, particolarissimi, tre anni; un percorso che affronta il mettere in discussione le proprie certezze, il tradimento, la perdita della fiducia e la consapevolezza di poter contare solo su sé stessi.
Il tutto immerso in una atmosfera onirica come suggerisce il titolo, cristalli che riflettono immagini cangianti, mentre si cerca di capire se la dimensione in cui ci troviamo sia reale o di sogno.

Un percorso che nonostante, come sempre, Sabrina si muova (e bene) tra diversi generi e stili, si ascolta come un unicum, un corpo compatto che racconta i suoi pensieri senza lasciarci mai soli; un’impressione che emerge in modo chiaro nella versione fisica dell’opera, da regalare ai pochi romantici che ancora credono al valore dell’oggetto e adorano tenere in mano il frutto del lavoro altrui; la versione cd infatti prevede che le varie canzoni suonino collegate tra loro, quasi come se Sabrina stessa ci prendesse per mano e ci accompagnasse tra i suoi cristalli.
Un approccio all’arte ormai desueto e per questo molto prezioso, che dimostra una volta ancora l’attenzione ai dettagli e ai particolari, che in tutto il progetto Sabrina ha curato personalmente, come forma di rispetto verso i propri ascoltatori.
Cristalli Sognanti si apre con Gardur; mentre sopra le nostre teste sentiamo il volo degli uccelli e il rumore del vento del nord, il canto di Sabrina e le viole di Osvaldo Loi ci introducono a quella dimensione onirica a cui fa cenno il titolo, proprio nel brano in cui incontriamo questi “cristalli sognanti” e ci accorgiamo che sì, ognuno di loro è un sogno, un sogno d’amore, che non deve essere svelato né svegliato.
Si passa poi al tradimento, raccontato in Critone e sviscerato in maniera più ampia, senza limitarsi a quello amoroso, ma parlando di ideali e persone.
Il “dilemma di Critone” riprende l’opera di Platone, che racconta del filosofo Socrate, tentato di fuggire per salvarsi la vita, ma tradendo così il suo stesso insegnamento o accettare il suo destino. (Apologia di Socrate, 399/388 a.C.)
A questo viene affiancata la figura di Giuda Iscariota, che tradì Gesù consegnandolo ai suoi carcerieri, per mero vantaggio personale; Giuda con il suo atto diventa la personificazione stessa del tradimento.
A queste riflessioni Sabrina affianca un ritornello dal ritmo sferzante e si permette di citare Summer Cannibal di Patti Smith e parafrasare Tutto l’universo obbedisce all’amore di Franco Battiato, sottolineando come in tempi come questi, più dei sentimenti, conti l’appetito.

Uno dei miei brani preferiti del disco è Stupidi disperati, che racconta i lunghi mesi dei lockdown e delle zone rosse attraverso una riflessione dolce-amara su noi stessi, soffermandosi sulla condizione sospesa di chi come lei, come Cristina Nico che l’accompagna ai cori, come tutti i musicisti per quanto mossi “non da arroganza, ma solo da passione” ha vissuto quei giorni senza capirne la destinazione.
Il tema della pandemia viene usato come spunto anche nel brano Malattia Invettiva, dove gli effetti peggiori non sono quelli di un virus, ma del narcisismo, forse patologico, che ci porta a clausure spesso auto imposte e ci lascia il dubbio, feroce, se si possa recuperare un po’ di fiducia nel prossimo.
Anche ne La Visione dell’occhio di Dio si parla di isolamento e di decisioni subite ed accettate, con conseguenze evidenti, con un aumento significativo di violenze domestiche, quasi a ricordarci ancora la difficoltà dello stare insieme, in un assurdo controsenso di provvedimenti emanati a tutela della salute di persone che a causa di quei provvedimenti, si trovarono in una prigione domestica insieme al proprio boia.
In antitesi a questo, Palazzo esprime il desiderio e forse l’ansia di avere quattro mura che limitino le infinite ed a volte inquietanti verità che si possono incontrare in spazi illimitati; la necessità quindi di ricalcolare le proprie dimensioni e i propri confini.
A chiosare questo brano di rara intensità, troviamo una poesia scritta e recitata dalla poetessa Hilija Russo.
Chiudono il disco due brani che in qualche modo lo sintetizzano.
Chimera parla di risvegli e di consapevolezza che “fuori dal sogno” come disse un suo illustre concittadino “io ricomincio da capo”.
È il momento in cui ci si chiarisce davanti una verità difficile: possiamo contare solo su noi stessi e dobbiamo farlo subito, prima che un qualche fluido ci trascini a fondo.
E poi Mevidda, coda strumentale di quasi dieci minuti, finestra, abbaino, oblò su un mondo che ci passa accanto senza riconoscerci, su un mondo che non conosciamo e che ci sfugge, un mondo cangiante, che inverte rotte e direzioni all’improvviso, quasi come gli uccelli del nord che aprono il disco.
Non servono parole e forse non ce ne sono di adatte, bisogna cercare di capire e scegliere in che direzione andare.
Hanno suonato in Cristalli Sognanti:
Sabrina Napoleone: voce, chitarra elettrica, chitarra acustica, basso, synth e programming e campionamento registrazioni ambientali.
Giulio Gaietto: basso, batteria, rhodes.
Alice Nappi : violino
Osvaldo Loi: viola
Salvatore Papotto: basso, synth e programming
Stefano Bolchi: chitarra elettrica
Cristina Nico: voce
Stefano Luna: voce
Simone Meneghelli: voce
Hilija Russo: voce
Cristina Cavalli: registrazioni ambientali
Sabrina Napoleone è un’artista di primo livello, capace con le sue idee di costruirci davanti agli occhi immagini vivide, nitide, oppure a suo piacimento di lasciarci davanti a bozze appena accennate che ci chiedono di essere completate.
Non è solo una cantautrice, non è solo una musicista con una forte attitudine rock, è un’artista che crede fermamente in quello che fa e in come l’arte possa davvero impattare su chi la ascolta.
I suoi cristalli rifrangono e riflettono idee e colori, in un insieme ricco e con pochi uguali nella musica contemporanea.
Tracklist:
- Gardur
- Critone
- Stupidi disperati
- Come 7/4
- Palazzo
- La visione dell’occhio di dio
- Malattia invettiva
- Chimera Mevidda






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